Assemblea a Palazzo degli studi sull’esperimento nucleare nel Gran Sasso

LANCIANO. Sabato 4 novembre alle 18 nel palazzo degli studi viene ospitata l’assemblea pubblica «Il diritto di decidere se l’esperimento nucleare nei laboratori del Gran Sasso possa essere permesso nonostante gli enormi rischi che produrrebbe».

L’incontro viene introdotto e moderato da Alba Brighella di Nuovo Senso Civico; partecipano l’assessore comunale all’Ambiente Davide Caporale; relazionano Augusto De Sanctis del Forum H2O e Carlo Spera, autore ed editore di volumi e documentari che si occupano di tematiche sociali con particolare attenzione alle conseguenze degli incidenti nucleari.

«L’Abruzzo sarà teatro di un esperimento unico al mondo all’interno dei laboratori del Gran Sasso, e l’unicità dell’esperimento è tale anche per via dei rischi che si correranno», sostiene in un comunicato Nuovo Senso Civico, «l’esperimento prevede l’arrivo di una potente sorgente radioattiva di Cerio 144, proveniente da combustibile radioattivo di un reattore nucleare russo, incapsulata in un sarcofago di tungsteno spesso 19 cm, trasportata dal sito nucleare di Mayak fin dentro il nostro Gran Sasso».

«Nonostante le rassicurazioni del presidente dell’Istituto nazionale di fisica nucleare l’esperimento suscita forti perplessità per il fatto che le contaminazioni radioattive hanno durata millenaria, con conseguenze disastrose per la salute», continua la nota di Nsc, «la perplessità poi si trasforma in inquietudine se si considera che l’opinione pubblica è a conoscenza di questo esperimento non per effetto di comunicazioni istituzionali, per quanto tardive, ma grazie al lavoro di indagine delle associazioni».

«I cittadini che bevono l’acqua del Gran Sasso e tutti gli abruzzesi in generale», conclude il comunicato, «dovrebbero fidarsi a occhi chiusi degli scienziati e delle istituzioni, che li hanno tenuti fuori dalle decisioni sull’esperimento, ormai prossimo alla realizzazione, senza neanche il diritto di obiettare parola. Dunque di questioni da discutere e obiezioni da sollevare ce ne sono molte».

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