Sasi, presidente a processo per inquinamento ambientale, Basterebbe: “Vicenda risolta, abbiamo avviato investimenti per 53milioni di euro”

la conferenza stampa della Sasi questa mattina
la conferenza stampa della Sasi questa mattina

LANCIANO. Una campagna stampa che rischia di compromettere il lavoro di 53milioni di euro di investimenti sul territorio. Il presidente della Sasi, Gianfranco Basterebbe, ha voluto mettere il punto questa mattina in conferenza stampa, a seguito della notizia, trapelata in questi giorni, del processo che lo vede imputato, assieme al responsabile delle attività operative della Sasi, Pio D’Ippolito, nel processo per inquinamento ambientale, divieto di scarico sul suolo e deposito incontrollato di rifiuti nella zona della riserva regionale Fosso delle Farfalle di Rocca San Giovanni. “La Sasi negli ultimi tre anni tra soldi investiti e quelli che è chiamata ad investire nell’arco del 2018 per depurazione e fogne, conta 53 milioni di euro, un programma importante che metterà fine a problemi che ancora resistono – ha esordito Basterebbe – A fronte di un progetto così ampio, faccio fatica a comprendere come la rottura di un tubo nella fossa di Santa Calcagna, che abbiamo provveduto subito a riparare, abbia provocato una campagna stampa che rischia di creare danni al territorio in vista della stagione estiva, mentre i dati relativi alle acque di balneazione dicono il contrario di quanto diffuso in questi giorni”.

“Nel corso degli anni sono state reperite 500 fosse imhoff, spesso collocate in zone inaccessibili, i fondi per la loro gestione sono stati sempre insufficienti. Rispetto a quella di Santa Calcagna, collocata in un’area recintata all’interno del demanio autostradale, secondo gli accertamenti dei tecnici della Sasi – recita la nota letta da Basterebbe –  riceveva i reflui recapitati dal centro commerciale vicino. Tra l’agosto 2016 e marzo 2017 la Sasi ha deciso di intercettare, a monte, i reflui del complesso commerciale e di inviarli in una limitrofa vasca di sollevamento, collegata ad un depuratore, vasca che non rientra nella dotazioni devolute alla Sasi che però ha ritenuto di poter compiere una piccola forzatura – considerato il sequestro della fossa – collegando i reflui a quella vasca e da qui ricollettandoli a un depuratore di un agglomerato vicino”.

La Sasi per questa operazione ha utilizzato i fondi destinati alle manutenzioni. Nella nota viene pure precisato che il nuovo Piano di Tutela delle acque, approvato nel 2015 prevede che la quasi totalità delle fosse debba essere dismessa entro sei anni. Ad oggi la Sasi dispone di appena 7 milioni di euro per dismettere tutte le fosse imhoff, e si appresta a chiedere fondi più consistenti, il primo strumento utile, a parte eventuali e puntuali stanziamenti da parte della Regione, sarà il nuovo programma degli investimenti, il cosiddetto Masterplan. “Negli ultimi anni è stata portata a termine una nutrita serie di interventi – ha precisato  Basterebbe –  interventi che hanno riguardato depuratori di maggiori dimensioni e i risultati sono stati concreti. Mi preme rimarcare i dati dell’Arta che disegnano un quadro confortante, la qualità delle acque dell’intera Costa dei Trabocchi è elevatissima. L’unica linea rossa riguarda un tratto del Foro Sud di Ortona, va anche detto che per la prima volta i risultati sono buoni anche rispetto alla foce dei fiumi”. La pagella dell’Arta è stata consegnata alla stampa. “Alla luce dei lavori fatti e di quelli in corso ci stiamo attivando per vedere se è possibile recuperare i depuratori sequestrati – ha aggiunto il presidente –  incontrerò presto anche il presidente dell’Acea in merito al contenzioso in atto, confido in un incontro costruttivo e in una transazione non troppo penalizzante per la società. Voglio anche ricordare che la nuova procedura per il recupero delle morosità ha portato in tre mesi nelle casse della Sasi circa un milione di euro”.

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