Sasi, estate rovente e carenza d’acqua, il presidente: “Necessario investire”

sasiLANCIANO. Un’estate particolarmente rovente con serbatoi a secco a causa delle poche precipitazioni invernali e del surplus di utilizzo dell’acqua da parte dei comuni costieri e montani dove la popolazione raddoppia nel periodo estivo. Proseguono le interruzioni notturne della fornitura idrica da parte della Sasi che, questa mattina, tramite il presidente Gianfranco Basterebbe, il direttore generale Giorgio Marone e la vice presidente, Paola Tosti, ha fatto il punto della situazione in quella che si preannuncia come la settimana più critica dal punto di vista del fabbisogno idrico. Oggi per la prima volta è prevista la chiusura anche a Fossacesia capoluogo dalle 22.00 di questa sera alle 6.00 di domani. Il provvedimento si è reso necessario per il notevole aumento dei consumi (5 litri in più al secondo a Fossacesia capoluogo e 4 litri in più a Fossacesia Marina) che, come altre località della costa ma anche dell’interno, affollati dalle presenze turistiche, avrebbero bisogno di soddisfare una richiesta alla quale attualmente non si è in grado di rispondere.

“Sono consapevole che nel 2018 questi disagi non dovrebbero esserci, – ha esordito Basterebbe – dobbiamo rallegrarci se le nostre città, i nostri paesi richiamano turisti e villeggianti e non preoccuparci sempre perchè non riusciamo a garantire un servizio efficiente – ha sottolineato Basterebbe – in questo anno abbiamo fatto tanto, abbiamo dato un notevole impulso alle riparazioni che prima venivano fatte molto più raramente, abbiamo anche scelto di intervenire con lavori adeguati quando si verificano le perdite cosiddette tecniche, ovvero quando viene individuata una rottura lungo la linea primaria. Il problema vero è che l’acqua a disposizione è insufficiente e nella stagione estiva con l’aumento della popolazione, ci sono comuni che da 1000 abitanti passano a 4.000 per non parlare di Vasto che triplica il numero di abitanti. La richiesta è di gran lunga superiore alla norma. A questa situazione possiamo sopperire ampliando, come stiamo facendo, le piccole sorgenti, questo ci consente di rifornire un pò di più le zone dell’alto vastese. Si tratta però – ha continuato il presidente della Sasi – di soluzioni tampone che non risolvono il problema, perchè il dramma vero è che la sorgente di Fara San Martino produce 1200 litri al secondo e se andava bene 20 anni fa non è certo sufficiente alle attuali esigenze”.

Il presidente torna a parlare anche degli investimenti previsti per il vastese. “E’ importante creare un potabilizzatore, cosi come dispone la maggioranza dei gestori, che ci permetterebbe di risolvere se non tutti, una buona parte dei problemi”.  Nei prossimi giorni la Sasi incontrerà la Regione per sottoporre un progetto tecnico che dovrebbe mettere la parola fine alla lunga serie di disagi patiti sia dal punto di vista dell’approvviggionamento idrico che da quello delle rotture e perdite delle tubature.

“Stiamo cercando di intervenire in emergenza, per contenere i disagi della mancanza d’acqua e stiamo programmando per l’inverno una serie di iniziative studiate con l’obiettivo di dare una soluzione alla cronica carenza idrica in alcuni territori e far vivere a tutti una bella estate – ha aggiunto il direttore generale Marone – Intanto è necessario avere una mappa dei bisogni attuali e se esistono le condizioni, si può ipotizzare anche una triplicazione della condotta”.

Un ultimo appello è stato rivolto dal presidente della Sasi e dal direttore della rete operativa, Pio D’Ippolito ai Comuni per un uso più parsimonioso dell’acqua pubblica. “Ci sono comuni – ha evidenziato D’Ippolito – che annaffiano giardini pubblici e verde delle rotatorie con l’acqua pubblica. Facciamo tanto per sensibilizzare la popolazione ad un uso più consapevole di questa preziosa risorsa e poi sono gli stesso amministratori che danno il cattivo esempio”.

 

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