Pupillo chiede a nome della Provincia un tavolo ministeriale per la Honeywell

LANCIANO. Il presidente della Provincia Mario Pupillo ha indirizzato al Governo e alla Regione una lettera di sostegno e solidarietà ai lavoratori e in difesa dell’economia del territorio, per chiedere che il ministro dello Sviluppo economico intervenga con urgenza a convocare un tavolo ministeriale al quale siano presenti le parti sociali, l’azienda e le istituzioni, sia regionali che provinciali.

Da lunedì 18 settembre i 420 operai sono in sciopero e presidiano i cancelli della fabbrica: lo spettro per i dipendenti è la disoccupazione che toglierebbe una fonte di reddito a 420 famiglie del nostro territorio, con contraccolpi sociali, economici e politici disastrosi.

Nella lettera a Governo e Regione, Pupillo riepiloga i dati Istat su occupazione e produzione che fanno della nostra provincia la “locomotiva” d’Abruzzo, in un contesto nel quale «aziende internazionali come Sevel, Honda e la stessa Honeywell hanno colto risultati importanti, grazie al lavoro qualificato e specializzato di oltre 30.000 lavoratori che ogni giorno entrano nelle fabbriche della Val di Sangro».

«Lo stabilimento di Atessa è stato a più riprese definito dalla stessa azienda tra i migliori al mondo degli oltre 300 del gruppo Honeywell», ricorda Pupillo nella lettera, «da 9 anni gli operai hanno affrontato e gestito con l’azienda una crisi che ha portato ad utilizzare tutti gli ammortizzatori sociali, cassa ordinaria e straordinaria e ad affrontare due piani sociali di incentivi all’esodo per 80 persone prima e 40 persone dopo».

«A giugno i nuovi dirigenti francesi che governano la divisione Transportation System hanno comunicato alle maestranze di procedere al Business Continuity Management», spiega il presidente della Provincia, «in sostanza, la copia dello stabilimento di Atessa per poter replicare altrove la produzione, adducendo una singolare quanto infondata motivazione: in caso di eventuali calamità naturali come terremoti o alluvioni, l’azienda intendeva garantire la continuità del processo produttivo in altro sito».

«A luglio l’azienda aveva sottoscritto un verbale che congelava le azioni di lotta degli operai con l’impegno dell’azienda a sospendere la copia dello stabilimento», ricorda ancora Pupillo, «sulla base di questo accordo e lealmente, gli operai sono tornati a lavoro a pieno regime sia ad agosto che a settembre. Le parti sociali hanno atteso fiduciose il tavolo del 13 settembre al Ministero dello Sviluppo Economico, al quale l’azienda avrebbe dovuto presentare un piano industriale e non una semplice informativa».

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