Honeywell, futuro ancora più incerto. Domani incontro in Regione con i sindacati

honeywellfotoATESSA. Bocche cucite a poche ore dal vertice a Roma sulla Honeywell nella sede del Mise, il ministero dello Sviluppo economico alla presenza del ministro Carlo Calenda, del vice presidente regionale Giovanni Lolli e dei massimi vertici della multinazionale americana dei turbocompressori. L’assessore regionale alle attività produttive e crisi industriali Lolli ha solo convocato, per domani mattina alle 12, un incontro all’Aquila con i sindacati senza commentare nulla circa l’esito del tavolo di trattative.

Fumata nera si direbbe dunque, in una delle più difficili e delicate vertenze abruzzesi degli ultimi anni che vede in bilico 420 dipendenti e uno stabilimento, la Honeywell di Atessa che per qualità delle lavorazioni e professionalità dei dipendenti, è sempre stato uno dei fiori all’occhiello dell’industria automotive abruzzese, con una storia produttiva gloriosa fino al 2008 e la crisi degli ultimi anni che ha decimato i volumi produttivi. L’incognita della chiusura dello stabilimento e della delocalizzazione delle lavorazioni in una sede dell’est Europa della Honeywell resta dunque in piedi all’indomani di un vertice che doveva servire a chiarire le intenzioni del management americano e francese della multinazionale e che invece si è concluso con ancora più dubbi e timori. Di certo il fatto che l’assessore Lolli non abbia voluto commentare a caldo l’incontro fa presagire che qualcosa non sia andato per il verso giusto.

Rimandate a domani dunque almeno parte di quelle risposte attese da 420 lavoratori, e relative famiglie, in una protesta senza precedenti nella storia della fabbrica atessana che ha visto lo sciopero ad oltranza dal 18 settembre scorso e il presidio, giorno e notte, di moltissimi dipendenti davanti ai cancelli dello stabilimento.

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