Honeywell, solidarietà e polemiche

honeywellfotoATESSA. Non si arresta l’ondata di solidarietà nei confronti dei 420 dipendenti della Honeywell in sciopero da quasi due mesi per protestare contro l’ipotesi di chiusura e delocalizzazione dello stabilimento di Atessa. Domani sera alle 21 nel teatro Fenaroli sarà possibile devolvere offerte in favore dell’associazione Salviamo la Honeywell nel corso dello spettacolo teatrale “Il libretto di papà”. Anche il Partito Democratico della Provincia di  Chieti, dopo il circolo Pd di Lanciano promuove una raccolta fondi per i dipendenti della Honeywell. “Siamo vicini ai 420 dipendenti della Honeywell in sciopero – si legge in una nota – Essere accanto a loro in questo momento significa certamente e in primo luogo facilitare il dialogo con le Istituzioni locali e nazionali per trovare soluzioni utili a evitare la chiusura dello stabilimento, e quindi a salvare i posti di lavoro e la dignità di 420 famiglie. Ci siamo impegnati sulla vertenza portando questo problema all’attenzione del Governo nazionale e regionale, cosa che continueremo a fare senza sosta nell’interesse del nostro territorio. Ma vogliamo impegnarci anche promuovendo una raccolta fondi che possa dare un aiuto concreto e immediato ai dipendenti e alle loro famiglie rimaste senza reddito. Uniti affinché la chiusura venga evitata. Uniti attraverso la raccolta fondi”.

Ma il gruppo consiliare di minoranza, Nuova Lanciano, è critico su questa scelta. “Seguiamo con viva preoccupazione le sorti della battaglia intrapresa dai lavoratori dello stabilimento Honeywell di Atessa, una delle realtà produttive di eccellenza del nostro territorio che rischia di chiudere per scelte aziendali definite ‘strategiche’, fatto grave visto che lo stabilimento non è affatto in crisi – scrivono i consiglieri comunali Paolo Bomba e Angelo Palmieri – A fronte degli enormi sacrifici da parte dei lavoratori, la classe politica che governa il nostro paese a tutti i livelli (leggasi Partito Democratico) non è ancora riuscita a dare una concreta soluzione alla vertenza o, quantomeno, a mettere in campo delle iniziative serie che possano far presagire un futuro migliore alle oltre 400 famiglie che da mesi ormai sono in lotta per salvaguardare il posto di lavoro. Di certo non sarà un piccolo contributo di beneficenza, come ad esempio quello del Pd lancianese, oltretutto largamente pubblicizzato solo per fini propagandistici assieme a fotografie pubblicate sui social, a risolvere la situazione. Il Pd, piuttosto che esercitarsi con delle inutili passerelle di solidarietà, dimostri coi fatti, e non solo con le parole, che la tanto sbandierata filiera Comune/Provincia/Regione/Governo Nazionale ha un senso quando può trovare una soluzione ai problemi della gente, altrimenti cambi registro e faccia il mea culpa sulla (inesistente) politica di governo di un territorio lasciato sempre più all’abbandono”.

Intanto, in attesa della call tra il ministro dello Sviluppo economico, Carlo Calenda e i vertici della Honeywell il prossimo martedì, il deputato diArticolo UNO – Movimento Democratico e Progressista, Gianni Melilla, ha scritto al ministro Calenda “per far convocare urgentemente al Mise una riunione tra la Honeywell, i sindacati e la Regione Abruzzo al fine di sbloccare una vertenza che si trascina da due mesi con l’enorme sacrificio dei 420 lavoratori che sono in sciopero a tempo indeterminato e presidiano i cancelli della fabbrica”.

“L’azienda – scrive Melilla – deve rispondere ad un quesito semplicissimo: “Intende delocalizzare la fabbrica in Slovacchia o invece, come noi chiediamo, intende confermare la presenza del sito industriale di Atessa?” Se come noi auspichiamo la Honeywell rimarrà ad Atessa bisogna discutere insieme con Governo e Regione un piano industriale, adeguatamente incentivato, che garantisca il futuro produttivo ed occupazionale di questo sito cosi importante per la regione Abruzzo. I 420 lavoratori e le loro famiglie stanno pagando un prezzo durissimo per una lotta sacrosanta in difesa del lavoro e della loro dignità. Non possono essere lasciati soli, per questo il Ministro Calenda deve assumere un’iniziativa immediata e risolutiva che rimetta sul binario giusto le relazioni industriali e favorisca il raggiungimento di un accordo condiviso dalle parti sociali”.

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