Capitale della cultura 2020: Lanciano tra le 31 città in corsa

LANCIANO. Tra le 31 città in ballo per essere elette Capitale della cultura 2020 c’è anche Lanciano. Il capoluogo frentano ha superato l’ultima selezione alla quale erano in gioco ancora in 46, e il 15 novembre saprà se rientra tra le 10 finaliste: fra queste a gennaio il ministero dei Beni culturali sceglierà la città vincitrice.

Il dossier sulla candidatura di Lanciano è stato illustrato questa mattina nell’ex Casa di conversazione dal sindaco Mario Pupillo, dall’assessore Marusca Miscia e dal partner tecnico Eventi & congressi, alla presenza di associazioni e personalità che hanno contribuito alla stesura del progetto.

In corsa, oltre a Lanciano, c’è la corregionale Teramo; dall’Umbria e dalle Marche è stata avanzata una sola candidatura, rispettivamente Foligno e Macerata, come pure da Calabria (Vibo Valentia), Lombardia (Bellano) e Alto Adige (Merano); dalla Sicilia si sono fatte avanti Agrigento, Messina, Noto e Ragusa; dalla Campania Benevento, Ravello e Telese Terme; dalle Puglie Bitonto, Ceglie Messapica, Fasano e Gallipoli; ci sono poi le piemontesi Casale Monferrato e Cuneo; le sarde Nuoro e Oristano; le toscane Montepulciano, Pietrasanta e Prato; le emiliane Parma, Piacenza, Reggio Emilia e Scandiano;
le venete Pieve di Cadore e Treviso.

Il “titolo” di Capitale italiana della cultura è di recente istituzione, ed è stato finora assegnato a Mantova, Pistoia e Palermo, mentre per il 2019 viene dato automaticamente a Matera in quanto Capitale europea. La città scelta riceve finanziamenti per circa un milione di euro e la possibilità di sforare il patto di stabilità per fare investimenti in strutture, infrastrutture e progetti nel settore.

Effetto mediatico, sponsor, investimenti privati e boom turistico sono poi gli altri aspetti dai quali ci si aspetta ricadute positive sul territorio. Diventare Capitale della cultura significa infatti non solo valorizzare e potenziare quanto si possiede, ma anche aprire nuove prospettive e percorsi di sviluppi.

Lanciano per ora mette in vetrina il legame con un territorio che va dalla Majella alla costa dei trabocchi, il miracolo eucaristico, la musica, la casa editrice Carabba, il mastrogiurato. Con un’eventuale vittoria si punterebbe a potenziare strutture museali, come ad esempio una via dei musei tra Civitanova e Sacca con Santa Maria Maggiore, San Nicola, la casa-museo di Spoltore, palazzo Berenga: tutte strutture da potenziare, restaurare o valorizzare.

Altro polo di sviluppo sarebbe quello che include il complesso di Villa delle Rose e l’ex Torrieri, praticamente abbandonato, ma che una volta rimesso a nuovo potrebbe ospitare la casa editrice Carabba e le attività delle numerose associazioni culturali che operano in città, la cui vivacità costituisce uno dei punti di forza della candidatura di Lanciano.

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