Il duo Solarino-Scarpati porta in scena il capolavoro di Scola, Una giornata particolare

24862663_1602059793170501_7917071487459801765_nLANCIANO. Sold out al teatro Fedele Fenaroli di Lanciano per il terzo appuntamento con la prosa. Il 10 dicembre è andato in scena lo spettacolo “Una giornata particolare” di Ettore Scola e Ruggero Maccari, per la regia di Nora Venturini. Interpreti della pièce sono stati Giulio Scarpati e Valeria Solarino, insieme ai giovani attori della Compagnia de “Gli Ipocriti”. La vicenda, nota a molti, è ambientata a Roma durante il 6 maggio del 1938, giorno in cui Hitler incontra Mussolini in un bagno di folla. Una giornata particolare in cui avviene anche l’incontro tra Antonietta, una casalinga plagiata dall’ideologia fascista e Gabriele, ex annunciatore dell’EIAR, in attesa di essere mandato al confino in quanto omosessuale. Antonietta, non colta, madre di sei figli e moglie di un usciere, vive in un modesto appartamento situato nello stesso stabile in cui risiede Gabriele.

24991064_1602413959801751_8234661714463787903_nIn quel fatidico giorno di una città aperta, sembrano essere gli unici romani ad aver disertato la parata. Quella che appare come la cronaca di un incontro annunciato tra due solitudini, diviene un momento di crescita per entrambi i personaggi, a cui fa da sfondo un affresco meraviglioso di quegli anni visto da un interno. I personaggi di questa storia sono credibili perché non sono funzioni. La loro autenticità, svelata nelle stanze dei rispettivi appartamenti, parla di una libertà vera che, come sostiene Giorgio Gaber “non è uno spazio libero ma è partecipazione”. Giulio Scarpati, durante un incontro a teatro con gli studenti del liceo classico e scientifico di Lanciano, svela il senso della dignità umana comunicato dal suo personaggio. Ogni volta che è sul palco scopre un aspetto in più di Gabriele, il cui riverbero lo accompagna per un po’ anche dopo averlo lasciato dietro il sipario.

In quest’opera è di scena la diversità. Nei regimi totalitari la diversità è vissuta come una minaccia al sistema e va evacuata. Durante lo spettacolo, immagini di repertorio hanno mostrato uomini in uniforme fascista, obbedienti ad un padrone. Uniformare le persone significa obbligarli alle decisioni degli altri, adeguarli ad usi e comportamenti invalsi in un contesto in cui non è consentito il libero arbitrio, la creatività, il pensiero. Non è consentita la vera bellezza che Antonietta aveva sempre ignorato, fino a quando Gabriele le dona un libro, le fa ascoltare della buona musica a cui accompagnare passi di danza, gioca in casa con un monopattino e tra le lenzuola stese al sole di un terrazzo. È questa la bellezza che la farà ridere e innamorare di lui che, almeno per un giorno, le regalerà il sogno di un riscatto attraverso il potere della cultura e della conoscenza. 24993235_1602413776468436_666881359829536959_n (1)

Solo così Antonietta, controllata e rigida nel corpo e nella mente, inizia a dubitare delle verità assolute propagandate dal fascismo e ad essere turbata dal delicato ed erotico piacere di stare con un uomo. Apparentemente diversi, i due protagonisti si riconoscono in un sentimento comune, quello dell’umiliazione. Un lungo e caloroso applauso ha salutato una storia che ci riguarda ancora. Ardua la scommessa decisa tra scrupoli e timori di mettere in scena il capolavoro cinematografico originale. Una commedia perfetta a firma di due grandi artisti che rivela come, a quell’epoca, fossero ancora poche le coscienze ad essere tormentate di fronte allo scempio della natura umana ferita. Il personaggio di Gabriele non rappresenta il nemico da confinare ma l’emblema di un oscuro senso di colpa collettivo ancora negato da molti.

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