Il concerto di Capodanno apre in bellezza il 2018

26167936_10155942228901291_6783992462743849783_nLANCIANO. Grande successo al teatro Fedele Fenaroli di Lanciano per i tradizionali concerti di Capodanno. Il 2 gennaio, in occasione del bicentenario della morte di Fedele Fenaroli, l’associazione “Amici della Musica” ha dedicato al grande Maestro un doppio appuntamento con l’Opera italiana, l’Operetta viennese e i grandi successi della canzone americana, nella orchestrazione originale del compositore Andrea Manzoli. Nel programma della stagione dell’Estate Musicale Frentana, uno straordinario evento ha rinnovato ancora una volta la collaborazione dell’associazione “Amici della Musica” con l’Orchestra Sinfonica Abruzzese, guidata dal maestro Alessandro La Stella, e l’orchestra sinfonica Internazionale Giovanile. La presentazione artistica è stata a cura di Chiara Lo Schiavo e la scenografia video di Gino Di Paolo.

Protagonisti d’eccezione della serata sono stati il soprano austriaco Martina Serafin e il basso Alessandro Guerzoni, di origine abruzzese. Un fortunato sodalizio, non solo artistico, che unisce due eccellenti cantanti di fama internazionale. Al loro attivo contano innumerevoli produzioni teatrali in tutto il mondo, dal Metropolitan di New York alla Scala di Milano. Una cornice preziosa per inaugurare il nuovo anno con la grande musica, brindando a ciò di cui non sappiamo ancora di aver bisogno e al cambiamento che troverà appiglio a tutto quello che ci ha tenuti saldi fino ad ora. L’anno che verrà sarà ciò che ne faremo. Potremmo iniziare dalla musica, non tradendone la bellezza.

26168421_10155942227631291_1868105661832571326_nIl programma della serata ha previsto una  fantasia di musiche e canzoni di Rossini, Verdi, Mascagni, Tosti, J. Strauss II, Sieczynski e Gershwin, che hanno raccontato storie attuali ed eterne. Nella sinfonia “La calunnia è un venticello”, tratto dal “Barbiere di Siviglia” di Rossini, il personaggio di Don Basilio canta la forza dirompente della calunnia; nel “ Don Carlo” di Verdi, l’aria “Tu che le vanità” di introduzione a Lady Macbeth, svela il coraggio di una grande donna che s’inginocchia sulla tomba di Carlo V; “Intermezzo”, tratto dall’opera “Cavalleria Rusticana” di Mascagni, è stato scelto tra le colonne sonore di famosi film quali “Toro Scatenato” di Martin Scorsese e “il Padrino III” di Francis Ford Coppola; “Tu, Vienna, città dei miei sogni” di Sieczynski, lo ritroviamo in “Eyes Wide Shut” di Stanley Kubrick. Le arti si incontrano e si innestano, dando vita allo stupore. Sfidano il tempo e, ogni volta, si scoprono uguali e diversi. La leggerezza di Tosti ne “La vucchella”, a firma anche di Gabriele D’annunzio, ben si sposa con le musiche da ballo e di operette di Sieczynski e Strauss II, con il jazz di Gershwin e il ricordo di Frank Sinatra negli immortali “My Way” e “New York New York”, quest’ultimo reso celebre anche dalla voce di Liza Minnelli. Nel 2000 siamo giunti ai linguaggi tecnologici, non esiliamoci da tutto il resto. Il futuro è interiore.

26165693_10155942227191291_1255037717887345574_n 26195680_10155942229101291_8161939606779889453_n

 

ALTRE NOTIZIE SU LANCIANO24.it

Cronaca

Primo Piano

Primo Piano

Primo Piano

Cronaca

Cronaca