Barbareschi e Noschese mettono in scena il dramma di coppia nell'”Anatra all’arancia”

Lanatra-allarancia_02LANCIANO. Pubblico numeroso ed entusiasta al teatro Fedele Fenaroli di Lanciano per il quarto spettacolo di prosa della stagione teatrale 2017/2018. Il 5 gennaio è andata in scena la pièce “L’Anatra All’Arancia ” dal testo “The Secretary Bird” di William Douglas Home, versione francese di Marc Gilbert Sauvajon. La traduzione, l’adattamento e la regia sono stati a cura di Luca Barbareschi. Una produzione Eliseo – Teatro Nazionale dal 1918 Fondazione Teatro Della Toscana, con Luca Barbareschi, Chiara Noschese, Gerardo Maffei, Margherita Laterza ed Ernesto Mahieux. Una commedia ironica, a tratti sarcastica, sugli agiti emotivi di una coppia in crisi dopo venticinque anni di matrimonio.

Gilberto e Lisa non risparmiano agli spettatori comportamenti dettati da nevrosi molto comuni. La pièce svela un protagonista libertino e manipolatore il quale, per evitare l’abbandono della moglie che lo ha tradito con un russo di indole sensibile e romantica, imbastisce un piano per dimostrarle che è lui l’unico amore della sua vita. La ferita narcisistica inferta da Lisa suscita in Gilberto la volontà di sfidare il suo antagonista. Come in una partita a scacchi, cerca di muovere le sue pedine con estrema attenzione, certo di poter avere il controllo sull’intera faccenda. Gilberto si dimostra esibizionista, intrusivo e affatto empatico, con un forte bisogno di essere al centro dell’attenzione. Indulgente verso se stesso e apparentemente impermeabile all’idea di poter essere seriamente ferito da sua moglie, non dà spazio ad un dialogo autentico, ponendosi esclusivamente come trasmittente ma non come ricevente.

img_6642Forte del suo ruolo di sceneggiatore televisivo, Gilberto costruisce una situazione a tavolino che reputa infallibile. Il pensiero su quanto accade nella loro elegante casa borghese, viene evacuato da tutti i personaggi dell’opera, ad ogni sorso di vino o liquore. Lisa, confusa in un playback, fa scorta di sogni, alcool e benzodiazepine. Un niente la illude circa un importante cambiamento avvenuto nel suo presente, in vista di un futuro che non accadrà mai. Dapprima idealizzata e, successivamente, disprezzata dal marito, non riuscirà a separarsi da lui. Gilberto le regalerà l’illusione di aver fatto una scelta in piena autonomia, circa il loro matrimonio. Una scelta ritenuta giusta, che sembra porre fine ad un delirio a cui non partecipa il cameriere Gennaro, da anni alle dipendenze della coppia. Gennaro è l’unico personaggio al quale non sfugge il senso della realtà. Appare e scompare velocemente dalla scena, preoccupato all’idea di ammazzare un’anatra che si rifiuta di essere servita a tavola all’aroma d’arancia. L’incomunicabilità presente tra Gilberto e Lisa potrebbe ricordare quella rappresentata da Michelangelo Antonioni in molti suoi film, dove la crisi di coppia nasconde difficoltà ancora più profonde, di natura sociale. Un lungo e caloroso applauso ha salutato tutti gli interpreti di uno spettacolo teatrale leggero … ma non troppo.

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