Cenerentola tradotta in Opera: venerdì lo spettacolo dell’Accademia della musica

800px-Offterdinger_Aschenbrodel_(1)ANCIANO. Un piacevole appuntamento con la lirica venerdì 11 maggio alle ore 21.00 al teatro Fenaroli di Lanciano. Nel mese dedicato alla cultura, l’Accademia della musica ha inteso proporre alle nuove generazioni il nostro patrimonio musicale Operistico Italiano, nell’ambito del Progetto ViviAmo L’Opera, coinvolgendo molti bambini e ragazzi delle scuole primaria e secondarie del Comprensorio Frentano. Per festeggiare il 150° anno della morte di Gioacchino Rossini, è stato scelto il melodramma giocoso tratto dalla famosa favola di Cenerentola, nella versione di Charles Perrault, su libretto di Jacopo Ferretti. In realtà, il testo di Ferretti si rifà ad altri due libretti d’opera: “Cendrillon” di Charles Guillaume Etienne per Nicolò Isouard (1810) e “Agatina, o la virtù premiata” di Stefano Pavesi per Francesco Fiorini (1814). Il riferimento principale, però, è alla favola di Perrault in cui le ragioni morali sono molto forti, soprattutto quelle relative alle dimensioni del perdono e della virtù.

Questa fiaba, da un punto di vista sociologico, presenta una società degradata, a dispetto di una nobiltà godereccia e opulenta, su cui volgere uno sguardo sarcastico più che benevolo. La protagonista viene associata alla cenere, l’espressione “vivere in mezzo alla cenere” indicava, molto tempo prima di Perrault, una condizione di inferiorità. Cenerentola, che comparve per la prima volta in forma scritta in Cina, aveva già una storia che si diffuse in varie versioni in molti Paesi dell’Europa, Africa e Asia. Da un’analisi psicologica e psicoanalitica, il racconto affronta in particolar modo la rivalità fraterna nella sua forma più estrema e la posizione assunta da Cenerentola come una conseguenza di una relazione edipica. Sono molti, infatti, gli esempi in cui il suo declassamento è la conseguenza di un contorto rapporto edipico tra padre e figlia. Rapporto che si risolverà con l’incontro con il principe e la scoperta di una sessualità adulta. A tale proposito è molto significativa la valenza simbolica di un piede che calza la scarpina di vetro.

Nella versione proposta dall’Accademia della musica, Chiara Tirotta interpreta il ruolo della protagonista e Raffaele D’Ascanio quello del principe. Gli altri personaggi sono interpretati da Alessandro Tirotta, Annalisa Di Ciccio, Antonella Gnagnarelli, Raffaele Facciolà e Lodovico Filippo Ravizza. Maestro Concertatore Giovanni Sabella. Coro di voci bianche in collaborazione con la scuola primaria dell’I.C. di Castel Frentano e la scuola secondaria di Fossacesia. Gli studenti e gli insegnanti coinvolti in questo progetto hanno seguito un laboratorio con il musicista Raffaele D’Ascanio, diplomato in canto lirico al Conservatorio Braga di Teramo. Lo spettacolo viene rappresentato per le scuole del comprensorio frentano nei matinèe dell’8, del 9 e del 10 maggio. L’opera non ebbe successo la sera del debutto del 1817 al Teatro Valle di Roma ma, dopo alcune repliche, divenne molto popolare sia in Italia che all’estero. In “La Cenerentola”, Rossini usò la tecnica dell’autoimprestito, cioè prese le musiche per alcuni brani da altre sue opere composte in precedenza. Nell’allestimento proposto dall’Accademia della Musica, una cornice scenografica d’effetto nella sua essenzialità incontra l’immaginario del bambino, le cui fantasie sono ancora prive di molte sovrastrutture.

 

Irene Giancristofaro

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