Troppi straordinari, lavoratori stremati: sciopero in Sevel di Fiom e Usi-Ait

Image00002SevelATESSA. Sciopero domani, e in tutte le giornate di straordinario e di recupero del mese di maggio, nello stabilimento Sevel, il più grande d’Europa per la costruzione di veicoli commerciali leggeri alle prese con una eccezionale salita produttiva che determina, ormai da mesi, il ricorso sistematico a giornate di lavoro extra. Nel mese di maggio, tra straordinari e recuperi a seguito del fermo dello stabilimento per neve o per mancanza di materiali, sono arrivate a sei le giornate lavorative in più:  sabato 5 e 26 maggio e di domenica 6 e 20 dello stesso mese, e  sabato 12 e 19 maggio per i recuperi.  Ad indire lo sciopero sono la Fiom e l’Unione Sindacale Italiana (Usi-Ait) della provincia di Chieti.

“Per i lavoratori e le lavoratrici è ormai consuetudine superare il muro delle 40 ore settimanali – denuncia l’Usi Ait – cosa che va a gravare non poco  sulla loro salute psico-fisica e anche vita affettiva. Tutto questo anche con ricadute sugli sbocchi occupazionali di molti giovani del territorio a cui viene chiusa la porta di potenziali nuove assunzioni.
Come se non bastasse, nel nuovo contratto, voluto fortemente da Fca (Fiat-Chrysler) dopo la sua uscita da Confindustria, vi è inserita la voce recupero.  Se salta un turno di lavoro per cause che non riguardano assolutamente i lavoratori e le lavoratrici questa giornata viene recuperata in turno di straordinario, ma pagata in fascia ordinaria. Quindi tutto ricade sulle lavoratrici e sui lavoratori che si vedono costretti/e a fare sacrifici aggiuntivi senza neanche essere retribuiti/e come spetta loro”.
“Ci cadono addosso straordinari su straordinari, recuperi su recuperi, non c’è discussione, non c’è confronto, manca la più semplice disponibilità a comprendere che le lavoratrici ed i lavoratori hanno delle esigenze sociali e fisiche alle quali rispondere – stigmatizza il segretario provinciale della Fiom, Davide Labbrozzi – La stanchezza fisica e mentale è divenuta devastante, i nostri corpi ci chiedono di poter riposare, inoltre, le nostre famiglie vorrebbero la nostra presenza a casa. La Fiom pretende di discutere di tutto questo, ma in Sevel non si tratta, si ricevono informazioni e basta. La Fiom ritiene, lo diciamo ancora una volta, necessario aprire un tavolo negoziale al fine di determinare dei nuovi equilibri tra le varie esigenze, ma in Sevel vige una sordità politica senza precedenti. La Fiom non arretrerà di un solo passo, la Fiom proseguirà per la strada del conflitto sindacale con la convinzione e la determinazione che da sempre ci contraddistingue”.
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