Ex Honeywell, due aziende interessate, ma la Fiom frena: “Non regaliamo lo stabilimento al primo venuto”

honeywellATESSA. Sono due le aziende che hanno presentato ufficialmente il piano industriale al ministero dello Sviluppo economico per investire nell’ex stabilimento della Honeywell che sarà ceduto gratuitamente. La Honeywell ha cessato le attività produttive lo scorso marzo per delocalizzare in Slovacchia, una decisione che ha portato al licenziamento di circa 400 persone. La vertenza da mesi tiene impegnati sindacati, Regione Abruzzo e il Mise. Nei giorni scorsi si è aperta proprio a Roma la delicata fase della reindustrializzazione con la presentazione ai sindacati dei piani industriali delle due aziende interessate. Si tratta della Imm Hydraulics, che produce tubi e raccordi oleodinamici e del gruppo Eldor che produce sistemi di accensione, centraline elettroniche, attuatori Abs e sistemi per veicoli ibridi ed elettrici. La prima ha previsto l’assunzione nei prossimi due anni di 110 dipendenti, da cui decurtare 16 lavoratori già assunti, mentre la seconda ha presentato un piano di assunzioni che si attesterebbe nel quinquennio intorno ai 109 dipendenti.

Per la Fim, intervenuta tramite il segretario nazionale, Ferdinando Uliano, “è indispensabile dare priorità alla soluzione più rispondente alle esigenze occupazionali di dare risposta agli oltre 334 lavoratori licenziati.
Abbiamo chiesto di verificare la compatibilità di poter avere tutte e due le presenze industriali, in modo da ottimizzare la risposta occupazionale. Entro il 13 settembre si farà una prima verifica dello stato di avanzamento del programma di reindustrializzazione, con l’obiettivo di procedere all’assegnazione entro fine di settembre”.

Ma la Fiom non ci sta. “Esprimiamo un giudizio negativo sulle due proposte presentate – dichiara il segretario provinciale, Davide Labbrozzi – e abbiamo chiesto di mantenere aperta la finestra temporale per almeno altri 4 mesi per la presentazione di altre offerte”. Secondo la Fiom i tempi di realizzazione del progetto della Eldor sarebbero troppo lunghi, mentre per quanto riguarda la Imm “si tratterebbe dell’estensione della fabbrica attuale. Nei fatti la Honeywell diventerebbe un nuovo reparto dell’azienda già esistente”.

“Non riteniamo possibile – conclude Labbrozzi – procedere spediti in nessuna delle due tracce delineate al tavolo del Mise. La lotta sindacale ha costretto la Honeywell a cedere a titolo gratuito lo stabile, una struttura di elevato valore economico: non possiamo regalarlo al primo imprenditore di passaggio. Come Fiom non condivideremo, presi della fretta, progettini che hanno come unico scopo regalare ad un imprenditore uno stabile prezioso come quello della Honeywell. Si ritiene necessario alzare il numero delle persone da reimpiegare, dare un lavoro a tempo indeterminato agli ex Honeywell e sviluppare un serio piano industriale per camminare lontano”.

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