Lo spettacolo Arturo lo chef in tournée in Sud america

ARTURO LO CHEF generale Argentina 2018 (1)LANCIANO. Dopo il successo della tournée realizzata in Argentina nel 2017, il nuovo  spettacolo “Arturo lo chef in Sud America” prodotto dal Teatro Stabile d’Abruzzo in collaborazione con il Teatro del Sangro arriva in America Latina, questa volta con venti spettacoli  organizzati in Argentina, Uruguay e Paraguay.

Arturo lo chef in Sud America è un monologo teatrale liberamente tratto dalla scrittura di John Fante. Progetto scenico, testo e regia sono di Stefano Angelucci Marino, che sarà anche in scena. Collaborazione al testo e alla regia di Rossella Gesini. Le musiche originali sono di Giovanni Sabella e le scene di Filippo Iezzi.

La tournée in Argentina, Uruguay e Paraguay è realizzata in collaborazione con l’Istituto Italiano di Cultura di Buenos Aires, il Comites Rosario diretto da Franco Tirelli, l’associazione “Famiglia Abruzzese” di Rosario diretta da Marcelo Castello, l’Associazione “Famiglia Abruzzese” di Montevideo-Uruguay diretta da Fernando Pizzuti e il Comites de Paraguay diretto da Jose Zanotti, che ospiteranno lo spettacolo da agosto a settembre del 2018. “Arturo lo chef in Sud America” sarà presente nelle città di: Buenos Aires, Rosario, Mar del Plata, Berazategui, Montevideo (Uruguay), Assuncion (Paraguay), San Lorenzo, Casilda, Canada de Gomez, Paranà, Corrientes, Formosa, Balcarce e Chajari.

Durante la permanenza in Sud America Stefano Angelucci Marino e Giuliano Bonanni realizzeranno due laboratori teatrali per attori professionisti sulla “Maschera” e sulla “Commedia dell’Arte” italiana. Queste attività, promosse dall’organismo teatrale “Mask”, saranno effettuate a Buenos Aires (Teatro Santos 4040) e a Rosario (Teatro Plataforma Lavarden). Questi incontri vogliono approfondire la potenza espressiva della Commedia dell’Arte e dei suoi personaggi, che hanno partecipato alla fondazione e divulgazione a livello mondiale del teatro moderno occidentale, e che riescono a sensibilizzare, nell’attore, l’uso completo delle proprie potenzialità espressive: corpo, voce e movimento acquisiscono forza e intensità.

Lo spettacolo

Con grande ironia e semplicità si racconta la passione per i fornelli, l’arrivo a Los Angeles, i primi amori, i colleghi e la dura vita di cucina. Quindi l’arrivo a Buenos Aires, le vittorie e le sconfitte sulla strada del successo. Arturo in famiglia sente scoppiettare l’idioma abruzzese, idioma che tra i componenti adulti del “clan“ spesso rappresenta il mito dell’origine, il rifugio salvifico, l’identità ri-affermata, mentre per lui, per il giovane cuoco oramai pronto alla conquista del mondo significa solo emarginazione e disprezzo. Ha scritto il critico Paolo Verlengia dello spettacolo: “C’è in effetti più del mero intrattenimento da one-man-show nel progetto di Angelucci Marino, in cui le dimensioni di micro e macro e si incrociano ripetutamente: globalizzazione e territorialità, letteratura e cabaret, spettacolo ed emigrazione. Ma soprattutto, la veste della comicità viene usata per raccontare e dissimulare la parabola della finitezza umana che si sublima all’inseguimento donchisciottesco dell’utopia”.

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