Estrazione di gas a Bomba, no di comitati e associazioni

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BOMBA. Comuni, movimenti e associazioni presentano insieme ai ministeri di Ambiente e Sviluppo economico le osservazioni contrarie all’estrazione di gas a Bomba. Rischi di frane e alluvioni e addirittura pericolo di crollo della diga del lago, mancanza di titoli da parte del proponente, emissioni nocive in Val di Sangro e documenti mancanti: sono i motivi per i quali viene chiesto di rigettare l’istanza.

Le osservazioni sono state illustrate questa mattina da Nuovo senso civico, Forum abruzzese dei movimenti per l’acqua e Ambiente e/è vita, dai sindaci di Paglieta, Bomba e Atessa. Il gruppo di lavoro congiunto istituzioni locali-associazioni ha redatto un lungo documento di analisi degli elaborati progettuali presentati. Il 29 agosto scadono i termini per le osservazioni alla procedura di Valutazione di impatto ambientale (Via) attivata in ministero, e molti comuni della Val di Sangro stanno deliberando in questi giorni la propria opposizione.

Il progetto della società Cmi Energia spa prevede la messa in produzione dei pozzi esistenti Monte Pallano 1 e 2, la perforazione e completamento di nuovi pozzi Monte Pallano 3 e 4 e l’eventuale perforazione di un ulteriore pozzo Monte Pallano 5, e la costruzione di un gasdotto di circa 21 chilometri attraverso Perano, Roccascalegna, Atessa, Pennadomo, Torricella Peligna, Colledimezzo, Altino, Villa Santa Maria e Archi, e di una centrale di desolforazione del gas nell’area industriale di Paglieta.

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