Il Parco nazionale della Costa teatina ha il suo commissario

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Una delle perimetrazioni del Parco
Una delle perimetrazioni del Parco

FOSSACESIA – Il Parco nazionale della Costa teatina ha il suo commissario: Pino De Dominicis. L’ex presidente della Provincia di Pescara, è stato nominato dal Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Graziano Del Rio. De Dominicis dovrà mettere mano a quello che in 13 anni non hanno saputo fare gli otto comuni coinvolti dal progetto della riserva naturale (Fossacesia, San Vito, Rocca San Giovanni, Ortona, Torino di Sangro, Casalbordino, Vasto e San Salvo): stabilire la perimetrazione definitiva del Parco e predisporre tutti gli atti per l’istituzione dell’area protetta. Sembra più vicina quindi la nascita del

Pino De Dominicis
Pino De Dominicis

Parco nazionale della Costa teatina, contestato fin dal nome, per via del riferimento al territorio di Chieti, che nulla ha a che vedere con la costa frentana o dei trabocchi, e che ha creato nel tempo due fazioni contrapposte, i contrari e i favorevoli al Parco tra cui hanno giocato un ruolo importante anche le posizioni dei comuni, non tutti favorevoli alla nascita dell’area protetta. In mezzo ci sono state marce, manifestazioni, cortei, assemblee e perfino atti vandalici, come la distruzione di 29 piante di ulivo nel podere dell’ex assessore all’ambiente di Fossacesia, Andrea Natale, che si presume essere stata dettata proprio dal clima avvelenato scaturito dalle polemiche sul Parco. Il Parco è stato accolto dai favorevoli e dalle varie associazioni pro riserva, tra cui la Costituente per il Parco, come un potente volano per l’economia e il turismo del territorio e un efficace ostacolo alla deriva petrolifera e all’insediamento di piattaforme per l’estrazione del greggio dai fondali, una delle quali, Ombrina Mare, prevista a soli 5 chilometri dalle spiagge di San Vito. Dal fronte dei contrari invece la nascita dell’area protetta è stata vista come un’imposizione dall’alto che si abbatte sui comuni e un grappolo di vincoli e restrizioni sullo sviluppo economico, rurale e immobiliare della costa. Sull’istituzione del quarto parco Nazionale dopo quello Nazionale d’Abruzzo (nato nel 1923), il Parco nazionale del Gran Sasso e Monti della laga (DPR 5/06/’95) e della Majella (1995) si parla dal 2001, anno in cui la riserva nazionale è stata voluta da una legge nazionale che prende spunto da una norma regionale del 2007.

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