Furto alla Lecceta, solidarietà delle associazioni antimafie al direttore Natale: “Vile atto intimidatorio”

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furto-leccetaTORINO DI SANGRO. Non sarebbe stato un semplice furto, quello avvenuto un paio di settimane fa nel centro visite della Lecceta di Torino di Sangro ,ma un vero e proprio atto intimidatorio, un “episodio gravissimo che appare ormai sorpassato dall’avanzare della cronaca”. A parlare sono le associazioni Antimafie Rita Adria, associazione culturale Peppino Impastato e Peace Link Abruzzo che hanno manifestato solidarietà nei confronti del direttore della riserva, Andrea Rosario Natale, ex assessore all’ambiente di Fossacesia che, nel suo ruolo di amministratore nel dicembre scorso, aveva subito un altro atto gravissimo: il taglio di 29 piante di ulivo in un podere di famiglia. Il furto alla Lecceta aveva destato molto interesse due settimane fa. Questo per via di un biglietto che il ladro si era premunito di scrivere: “Scusatemi, veramente ero morto di fame. Grazie di tutto”, che aveva contribuito a creare l’idea di un disperato ladro gentiluomo che per fame si era ridotto ad un gesto tanto grave.

Ma ci sono parecchi elementi che non tornano secondo le associazioni e secondo lo stesso Andrea Rosario Natale. A cominciare proprio da quel biglietto che non quadra con l’interpretazione che ha voluto suscitare, “innanzitutto per il luogo – scrivono le associazioni – perché in quel remoto caso non si aveva nessuna necessità di rompere il vetro dopo aver aperto la porta, non si mozza la testa ad una tartaruga di legno, non si agisce con organizzazione e con quelle modalità, non si getta a terra materiale informativo e gadget collocati lì dove certo non ci possono essere denaro o oggetti preziosi in oro. Nella migliore delle ipotesi chi ha lasciato quel biglietto voleva solo irridere sprezzante”. A suscitare maggiore sconcerto è stata proprio la testa mozzata di un oggetto a forma di tartaruga (la tartaruga Testudo Hermanni è il simbolo della Lecceta) lasciato all’ingresso che, per le associazioni “evoca intimidazioni in stile mafioso”. Se l’episodio si somma al taglio degli ulivi e a precedenti tagli di pneumatici sia di Natale che di altri membri dello staff della Lecceta, oltre ad alcuni alberi di ulivo bruciati, il quadro assume tratti inquietanti.

“Non si può lasciar vincere la barbarie, l’intimidazione, la violenza – scrivono le associazioni – Continuiamo a credere che sia possibile costruire un mondo più equo e sostenibile, umano, giusto, dove parole oggi quasi indicibili perché soffocate dai veleni e dai gas dei signori delle guerre e della speculazione, del profitto e del mercato, siano pane quotidiano. Ma non dobbiamo mai abbassare la guardia, non deve mai calare il silenzio su atti simili”.

“In tutti questi anni tante sono le battaglie comuni – proseguono le associazioni Rita Atri, Peppino Impastato e Peace Link – per l’acqua pubblica, contro la deriva petrolifera, per una gestione virtuosa del ciclo dei rifiuti, contro ogni altra minaccia al territorio, all’ambiente e alla salute, contro la cementificazione e per la tutela delle coste e delle Aree Protette, a partire dalla conclusione dell’iter istitutivo del Parco Nazionale della Costa Teatina. Un iter che ormai ha superato abbondantemente i 13 anni, un record vergognoso per la Regione che si vanta di essere la “Regione Verde d’Europa” (un verde che, come si è già tantissime volte denunciato, è sempre più sbiadito dal nero petrolio, per il taglio di risorse e territorio ad alcune aree protette, dai colori non certo accesi di depuratori non funzionanti, dai veleni di una delle discariche più grandi d’Europa e delle realtà simili, dal grigio della cementificazione, dalla presenza sempre più capillare e attiva delle mafie).

Ci si augura che il commissario possa svolgere il suo ruolo, e portare a compimento la perimetrazione del Parco Nazionale della Costa Teatina anche in meno dell’anno che alcune dichiarazioni di stampa adombrano, alla luce soprattutto delle tante minacce che si stagliano all’orizzonte soprattutto sul fronte della deriva petrolifera. Si resta in attesa, pronti a sostenere ogni positivo passo, ogni avanzamento verso la realizzazione di quanto si aspetta da tanto, troppo tempo e a festeggiare, speriamo il prima possibile e nel miglior modo possibile, il nuovo Parco. Restando sempre vigili e attenti, senza indugi o indulgenze. Sono troppo freschi, e impressi nei cuori e nelle menti, vicende come la scoperta della mega discarica, quanto accaduto in questi anni proprio sul Parco, per non parlare degli attualissimi  “sblocca trivelle”, “inquinatore protetto” e (anche se son passati ormai anni ma attualissimo negli effetti) il decreto Ombrina Mare”.

 

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