Parco nazionale della Costa teatina, le associazioni antimafia: “L’iter si concluda il prima possibile”

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Una delle perimetrazioni del Parco
Una delle perimetrazioni del Parco

FOSSACESIA. Spingere l’acceleratore il più possibile sulla realizzazione del Parco nazionale della costa dei trabocchi il cui iter istitutivo attende la propria conclusione ormai da 13 anni. E’ l’appello delle associazioni Antimafie Rita Atria, Associazione Culturale Peppino Impastato, PeaceLink Abruzzo al nuovo commissario Pino De Dominicis.

“Il Parco Nazionale della Costa Teatina – scrivono le associazioni – dovrà essere  portatore di una difesa, tutela, visione, amore per la costa teatina e tutto il nostro territorio. Tutti (associazioni, movimenti, comitati, cittadini, portatori di interessi pubblici) si impegnino perché le accuse tante volte lanciate in questi anni, e anche in queste settimane, che il nuovo Parco sarà invece un nuovo carrozzone dove collocare occupatori di poltrone e non curatori del bene comune, vengano smentite dai fatti. Ci si augura che il commissario possa svolgere il suo ruolo, e portare a compimento la perimetrazione del Parco Nazionale della Costa Teatina anche in meno di un anno, alla luce soprattutto delle tante minacce che si stagliano all’orizzonte soprattutto sul fronte della deriva petrolifera. Si resta fiduciosi in attesa, pronti a sostenere ogni positivo passo, ogni avanzamento verso la realizzazione di quanto si aspetta da tanto, troppo tempo e a festeggiare, speriamo il prima possibile e nel miglior modo possibile, il nuovo Parco”.

Per le associazioni antimafia l’istituzione dell’area protetta potrebbe essere un vero e proprio segno distintivo della regione Abruzzo e scoraggiare la ricerca, sotto costa, di giacimenti petroliferi.

“E’ notizia di questi giorni – sostengono le associazioni – che insediamenti contestati da cittadini, associazioni, movimenti, liberi cittadini preoccupati della tutela del territorio dove vivono e che amano, come gli impianti petroliferi contro cui l’anno scorso 40.000 persone scesero in piazza a Pescara nella più grande manifestazione della storia di questa Regione, potrebbero diventare “strategiche”. Il futuro dell’Abruzzo, così come di altre Regioni, potrebbe così essere consegnato definitivamente al nero petrolio, cancellandone le ricchezze e i pregi. Non  è accettabile, non si può cancellare il futuro dell’Abruzzo e l’espressione chiara e netta della cittadinanza”.

Ancor più grave per le associazioni “che questo accada in un territorio che da più di 13 anni ambisce alla tutela di un Parco Nazionale che dovrebbe difenderlo e riconoscerne ricchezze e peculiarità. La classe dirigente deve dare un segnale chiaro e netto, mostri immediatamente e senza indugi che ha a cuore la costa teatina, l’Abruzzo e chi vi abita: cancelli questa possibilità e il primissimo possibile porti a compimento l’iter istitutivo del Parco Nazionale della Costa Teatina”.

Nonostante la scelta di un commissario politico invece che tecnico sia stata criticata da più parti, per gli ambientalisti e le associazioni antimafia “ogni passo può essere positivo in questa fase”. Solo, “bisogna fare in fretta”.

 

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