Non solo Ombrina: l’Adriatico minacciato dalla petrolizzazione in un’interrogazione alla Commissione europea

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LANCIANO. Non solo Ombrina: dall’altro lato dell’Adriatico è in agguato un’invasione di piattaforme petrolifere, che rischia di minacciare la costa dei trabocchi più di quanto possa fare l’impianto che ha ispirato la grande manifestazione del 23 maggio a Lanciano. Il problema della ricerca e dell’estrazione in mare di petrolio al largo della costa croata, con tutti i pericoli collegati, è approdato in questi giorni alla Commissione europea.

Piernicola Pedicini
L’eurodeputato Piernicola Pedicini

L’organismo ha risposto a un’interrogazione di sei eletti del Movimento 5 Stelle a Bruxelles, spiegando che «in questa fase la Commissione», come riferisce l’eurodeputato Piernicola Pedicini, «non dispone di prove di una possibile violazione della normativa Ue in materia di ambiente per quanto riguarda le attività di trivellazioni offshore nella parte croata del Mare Adriatico».

«La risposta della Commissione è un primo passo per tentare di bloccare i programmi di trivellazioni che si vorrebbero attuare nell’Adriatico», spiega Pedicini, coordinatore della commissione Ambiente del Parlamento europeo, «le licenze concesse o in fase di concessione della Croazia coinvolgono quarantamila chilometri quadrati di mare chiuso fra sei Paesi».

«Si tratta di una superficie che interessa mezzo Adriatico», sottolinea l’europarlamentare, «che da sempre costituisce un patrimonio naturale inestimabile e una fonte di ricchezza per il turismo e per la pesca per oltre 1.700 chilometri di costa continentale e circa quattromila chilometri di coste per circa 1.200 isole».

estrazioni petrolifere croazia
La lottizzazione dell’Adriatico sul versante croato

Secondo quanto riferito dalla Commissione, benché sia stato concesso dalla Croazia un certo numero di licenze, le attività di esplorazione non possono iniziare prima della sottoscrizione di un contratto tra i titolari delle licenze e la Croazia.

Inoltre non è stato ancora adottato il piano e programma quadro per la ricerca e lo sfruttamento nell’Adriatico croato, perché è ancora in corso una Valutazione ambientale strategica (Vas).

In base alle informazioni ricevute dalle autorità croate, sono state avviate le consultazioni transfrontaliere con i Paesi dove il programma quadro avrebbe un impatto.

Tuttavia, qualsiasi attività deve tenere conto dei risultati della Vas e non può essere attuata prima del completamento della procedura e dell’adozione del programma quadro. Successivamente dovrà essere effettuata la Valutazione dell’impatto ambientale di ogni singolo progetto.

L’organismo europeo ha, infine, evidenziato che l’Unione europea, avendo aderito al protocollo offshore sulle estrazioni petrolifere della convenzione di Barcellona, demanda la responsabilità primaria della corretta applicazione della legislazione della Ue ad ogni Stato membro, e che la Commissione vigila sull’applicazione del diritto dell’Unione e può intervenire qualora uno Stato membro sia sospettato di violare tale diritto.

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