Scandalo depuratori, sette associazioni in class action contro la Sasi

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depuratore di Atessa in località Valloncello
depuratore di Atessa in località Valloncello

LANCIANO. Una class action contro la Sasi per “far restituire ai cittadini i soldi “indebitamente” percepiti dalla Sasi per la depurazione che non c’è stata” e una denuncia alla Corte dei Conti, a seguito dello scandalo dei depuratori malfunzionanti e il relativo sequestro di 12 impianti da parte della Procura di Lanciano “per i danni procurati, dal management Sasi, alla collettività e all’ambiente”.

Sette associazioni di Lanciano, Associazione culturale Giako, Fai delegazione di Lanciano, Ilaria Rambaldi Onlus, Associazione culturale Sant’Egidio, Pro Loco Lanciano, Cittadini in Azione e “Tradizionando ieri oggi e domani”, hanno deciso di fare causa alla Sasi, società che gestisce il servizio idrico integrato e 141 depuratori in 92 comuni della provincia di Chieti.

“Al sequestro dei 12 impianti di depurazione di scarichi di acque reflue della Sasi spa, – scrivono in un documento le associazioni – non sono seguiti sviluppi tendenti alla normalizzazione dei preoccupanti fatti ambientali rilevati dalla magistratura.  Gli impianti di depurazione, ancora sotto sequestro, sversano in mare acque non depurate a norma, lungo il tratto di costa istituito ultimamente come “Parco Naturale della Costa dei Trabocchi”; il danneggiamento delle acque di pubblico demanio ha provocato alterazioni tali da causare danni gravi all’ecosistema e la non balneabilità di alcuni tratti del mare Adriatico ove sfociano i fiumi in cui confluiscono liquami e scarichi”.

Ancora, le associazioni denunciano il “deterioramento provocato dal mal funzionamento degli impianti di depurazione che necessiterebbe di un intervento di ripristino, in considerazione della quantità e qualità delle illecite immissioni che non consentono alle acque stesse di autodepurarsi e, quindi, di garantire una balneabilità sicura”.

Le associazioni, che stigmatizzano una grave ripercussione ambientale e sull’economia del territorio a causa dell’inefficienza degli impianti di depurazione, chiedono quindi la restituzione “di tutte le somme pagate dagli utenti Sasi per la depurazione mai effettuata secondo la norma sancita dal Codice dell’ambiente” e si offrono di raccogliere le adesioni di tutti i cittadini che vorranno recuperare gli importi di depurazione della Sasi tramite le fatture.

In via di valutazione da parte degli aderenti alla class action anche eventuali denunce per truffa a carico degli amministratori della Sasi e di possibili danni erariali che dovrà valutare la Corte dei Conti.

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