No Ombrina, continua la lotta dopo il rinvio della conferenza dei servizi – VIDEO

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ROMA. «Abbiamo vinto una battaglia, ma non la guerra»: così il sindaco di Lanciano, Mario Pupillo, commenta il rinvio della conferenza dei servizi per la piattaforma petrolifera Ombrina mare, convocata stamani nel ministero dello Sviluppo economico. Proprio per questo, davanti alla sede del dicastero, era stata organizzata una manifestazione di protesta. «Il rinvio di tre settimane è una vittoria delle comunità rappresentate dai sindaci e dai tanti studenti, cittadini e movimenti arrivati a Roma per manifestare pacificamente», sottolinea Pupillo, «ma non basta ancora: personalmente ho proposto e ottenuto che gli enti possano essere accompagnati da esperti e tecnici del settore nei prossimi tavoli tecnici su Ombrina, cosa che oggi ci è stata vietata». Il Comune di Lanciano, oltre che dal sindaco Pupillo che è anche presidente della Provincia, è stato rappresentato dagli assessori Valentino Di Campli, Marcello D’Ovidio e Davide Caporale, e dai consiglieri comunali di maggioranza, Antonio Bianco (Pd) e Piero Cotellessa (Psi-Sel).

«Il rinvio di tre settimane non è una vittoria, ma è un buon segnale per aprire qualche spiraglio per le scelte future», dichiara invece il parlamentare di Forza Italia, Fabrizio Di Stefano, presente anch’egli alla manifestazione a Roma. «Questo significa che quando i rappresentati delle amministrazioni locali e i cittadini si mobilitano e fanno sentire chiara e forte la loro opinione, evidentemente un peso riescono ad averlo», aggiunge Di Stefano, «la battaglia continuerà in tutte le sedi, anche in parlamento, dove ripresenterò l’emendamento per bloccare Ombrina. Mi spiace constatare che gli esponenti del Pd, che in Abruzzo sono in prima fila nelle manifestazioni anti Ombrina, qui a Roma sono rimasti dentro il palazzo», conclude il parlamentare forzista, «solo l’onorevole Melilla con i parlamentari dei 5 Stelle sono stati coerenti partecipando alla manifestazione».

«La massiccia trasferta di associazioni, gruppi, categorie, istituzioni pubbliche e singoli cittadini riporta a casa l’ottimo risultato di un rinvio di tre settimane a causa di un difetto procedurale», scrive Nuovo senso civico sul proprio blog, «è un tempo più che sufficiente perché Luciano D’Alfonso e la Regione adottino tutti i provvedimenti utili alla causa, quale ad esempio l’istituzione del parco marino che è stata bloccata proprio per questioni di tempi necessari. Adesso non ci sono più alibi, e sapremo una volta per tutte chi davvero non vuole la deriva petrolifera in Abruzzo, e chi invece assume diverse parti in commedia senza arrivare mai alla decisione definitiva», incalza l’associazione di cittadini, «il popolo abruzzese, degnamente rappresentato dalle centinaia di persone accorse sotto il ministero, esce ancora una volta a testa alta da una difficile e intricata vicenda, in cui non tutti giocano a viso aperto, e dimostra come solo la lotta paghi davvero».

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