Sgominata la banda che rubava pannelli solari: sette arresti e otto ricercati

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LANCIANO. Sette persone sono state arrestate stamattina nell’ambito di un’operazione condotta dai carabinieri di Lanciano e Foggia. Quindici erano in tutti le misure di custodia cautelare, ma otto malviventi sono al momenti irreperibili. Erano invece trenta gli indagati ritenuti parte di un’organizzazione che, da dicembre a oggi, ha rubato pannelli fotovoltaici e altro materiale per un giro d’affari di circa mezzo milione.

Sono stati il tenente Massimo Canale e il capitano Vittorio Orlando a illustrare stamani, nella caserma di Lanciano, i dettagli dell’operazione ribattezzata “Overturned Horse”, in inglese “cavallo ribaltato”: gli indagati, in un’intercettazione telefonica, così hanno chiamato in codice un camion che appunto si è ribaltato durante uno dei furti.

Alle prime luci dell’alba sono stati eseguiti i sette arresti tra la nostra provincia e quelle di Campobasso, Foggia, Cremona e Salerno: un’uomo è in carcere e gli altri ai domiciliari. Le accuse mosse sono di furto aggravato e continuato, e ricettazione con l’aggravante del crimine transnazionale.

Il materiale rubato, e in particolare i pannelli fotovoltaici, venivano infatti rivenduti in Marocco e Romania, paesi di origine di gran parte dei malviventi, quasi tutti ufficialmente braccianti agricoli che lavorano nel Foggiano. Il compito dei 70 carabinieri chiamati ad eseguire gli arresti è stato infatti reso particolarmente difficoltoso perché molti braccianti solitamente risiedono temporaneamente nell’azienda dove lavorano, e si spostano di frequente.

Gli arrestati son Slimahan Mahroussi, 36enne di origine marocchina di Bomba; Marian Costantin Ludica, 20enne rumeno da Torremaggiore, in provincia di Foggia, come i connazionali Samuel Costache (20) e Adi Nicolae (31); da Torremaggiore viene anche il marocchino Younes Nouri (35), mentre Hicham Douieb (37) viene da Stornara, sempre nel Foggiano. Piero Caporale, 34 enne di Casoli, è l’unico arrestato italiano. Tra i sette l’unico rinchiuso in carcere è Mahroussi, mentre gli altri sono ai domiciliari. Mahroussi, insieme a Caporale, secondo gli inquirenti era uno dei basisti che segnalava sul posto i possibili colpi da mettere a segno.

Le indagini sono iniziate con i furti di sei cavi di corrente di media tensione nel Frentano: a dicembre 3.700 chili di rame sono stati portati via da una linea elettrica dell’Enel. Da qui sono iniziate le intercettazioni di 10 utenze utilizzate dai malviventi, l’installazione di gps sui loro veicoli, pedinamenti e osservazioni ad opera dei carabinieri di Lanciano, che hanno svolto le indagini in collaborazione con i colleghi di Foggia.

I militari hanno scoperto che i basisti che “lavoravano” in Abruzzo segnalavano soprattutto aziende di parchi fotovoltaici. Qui in genere di notte arrivavano gli “operai” della banda, che iniziavano a smontare il materiale, dandosi anche il cambio nel corso delle operazioni. Poi, alle prime luci dall’alba, i pannelli venivano trasportati portati in Puglia con camion e furgoni che si mischiavano al traffico dei pendolari, ma sempre preceduti da un’auto in avanscoperta. La refurtiva tra l’altro era ben nascosta dentro furgoni che, nella parte più esterna, erano stipati con mobili vecchi per coprire la refurtiva.

In diverse occasioni i carabinieri hanno recuperato il materiale: nel dicembre scorso ad esempio pannelli rubati a Lanciano, a causa di un inseguimento, sono stati abbandonati in un furgone vicino al casello di Vasto; a Roccascalegna i carabinieri hanno recuperato quasi 300 pannelli tra quelli lasciati sul posto e altri abbandonati in un furgone rubato; a Casoli sono stati trafugati mezzi e attrezzatura meccanica del Comune, pure trovati dai militari qualche giorno dopo il furto.

Il deposito dei ladri era tra San Severo e Torremaggiore. Da qui gran parte della refurtiva veniva smistata, passando soprattutto peri porti di Genova e Napoli, verso il Marocco. Circa 30 erano i componenti della banda, che agivano in gruppi di almeno una dozzina di persone, non necessariamente solo marocchini o rumeni, ma anche in “batterie miste”.

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