Sevel ancora ferma dall’11 ottobre, la Fiom: “Urgente un confronto serio con Fca sul futuro”

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ATESSA. Ancora una giornata di fermo produttivo in Sevel per il mancato arrivo delle forniture dallo stabilimento Fca di Cassino, necessarie per l’assemblaggio del furgone Ducato. La direzione aziendale ha comunicato lo stop produttivo anche per oggi sul primo, secondo e terzo turno che si conclude alle 6 di domani, 18 ottobre. Da venerdì scorso sono bloccati 20 mila addetti, compresi quelli delle fabbriche dell’indotto. “Quello che sta accadendo alla Sevel parte da un incidente mortale avvenuto a Cassino – interviene il segretario di Fiom Chieti, Alfredo Fegatelli – questo non può e non deve passare in secondo piano e per questo è corretto che gli enti preposti svolgano il proprio lavoro nel rispetto della vittima e dei familiari. La situazione del fermo produttivo della Sevel denuncia la carenza di un sistema produttivo e organizzativo di Fca. Questa tragedia ha evidenziato la fragilità di un sistema produttivo che vede coinvolti non solo i lavoratori Sevel ma migliaia di lavoratori dell’indotto”.

“Va aperta – prosegue la Fiom – una riflessione sul futuro della Sevel a partire dal sistema di forniture che deve vedere sempre più investimenti nel nostro territorio e un miglior sviluppo
dell’indotto. Infine, se non verrà avviato un confronto serio con Fca sul nuovo furgone, quello
che stiamo vivendo in questi giorni potrà avvenire tra qualche anno e le responsabilità saranno da attribuire alla mancanza di strategie e progetti industriali da parte di Fca nonchè alla politica regionale che non riesce a guardare al futuro”.

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