Tamponi in ritardo, è scontro tra Pupillo e la Lega

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LANCIANO. Duro botta e risposta tra il sindaco di Lanciano, Mario Pupillo e il coordinatore cittadino della Lega, Fausto Memmo, sulla situazione sanitaria nell’ospedale Renzetti a seguito dell’emergenza Covid. Pupillo ha più volte sollecitato Regione Abruzzo e Asl Lanciano Vasto Chieti ad accelerare sugli esiti dei tamponi che, in numerosi casi, arrivano anche venti giorni dopo il prelievo. Come sindaco di Lanciano, presidente della Provincia e medico, Pupillo ha stigmatizzato la situazione di incertezza e di isolamento dell’ospedale Renzetti e altre strutture della provincia dove si sono moltiplicati i contagi, mancano i dispositivi di protezione individuali per medici e personale e vengono effettuati tamponi al personale medico e sanitario con grave ritardo. Tra le accuse anche la mancanza di informazione sulla situazione reale dei contagi.

“Che ci siano tamponi in attesa da 20 giorni, come sostiene Pupillo – replica il coordinatore dell< Lega, Fausto Memmo – è semplicemente falso, perché ieri nei laboratori erano presenti ritardi di alcuni giorni e riguardava esclusivamente i tamponi con priorità verde e bianca. I campioni con priorità rossa e gialla (esattamente come avviene nei pronti soccorso) vengono lavorati immediatamente, come più volte è stato spiegato dall’assessore regionale Nicoletta Verì. Affermare che ci siano ritardi così elevati vuol dire infangare il lavoro di medici, colleghi del sindaco, da settimane costretti a turni massacranti di lavoro per garantire l’assistenza agli abruzzesi. E accusare il governo regionale di scarsa efficienza (in un’emergenza tanto grave, che non ha precedenti negli ultimi 100 anni e che non può essere gestita con protocolli predefiniti, ma necessita di procedure flessibili proprio perché un virus non può essere gestito come un’alluvione o un terremoto) è solo un tentativo strumentale di Pupillo e della sua maggioranza per distrarre l’attenzione sul nulla fatto da loro per Lanciano e i lancianesi. E fare campagna elettorale su una pandemia è veramente censurabile”.

Ma Pupillo non ci sta: “E’ vergognoso quanto asserisce la Lega – spiega nel commento quotidiano su Facebook dove si esplicita anche che ci sono altri 4 positivi al Covid, tra cui una bambina di 11 anni – solo per rispetto della privacy dei cittadini che mi scrivono e telefonano non presento la documentazione che sto accumulando da giorni,. Quanto sta accadendo in Abruzzo vi dovrà pesare sulla coscienza. Sono tempestato di telefonate per avere notizie sui tamponi. E’ vergognoso avere questo atteggiamento nei confronti di un sindaco che sta facendo di tutto per fornire risposte ai cittadini che la Regione e la giunta Marislio non è in grado di dare. Non è possibile aspettare un tampone 18 giorni. Ci sono operatori della sanità che aspettano da 15 giorni il tampone, pazienti che possono essere dimessi dall’ospedale e non possono farlo perchè non arriva il tampone e occupano un posto letto impedendo ad altri pazienti di averlo a disposizione”.

“Spero che qualcuno risponda alla mia lettera – conclude Pupillo – per iscritto e non tramite facebook o telefonate da parte di chi non ha alcun tipo di responsabilità”.

E a rispondere alla Lega sono anche i famigliari di un uomo di 54 anni di Lanciano, deceduto lo scorso 11 aprile di Coronavirus: “Tengo solo a precisare – scrive la cognata dell’uomo su Facebook – perché si dicano cose vere e non si faccia propaganda a tutti i costi, che mia sorella in questo dramma sta ancora aspettando il risultato del suo tampone perso dal 4 aprile e mia nipote di 18 anni, sotto monitoraggio Asl, è restata priva di assistenza del personale addetto (ossia nessun controllo dati previsto)nei giorni di Pasqua e pasquetta. A tutt’oggi, secondo le informazioni non fornite dagli uffici preposti, mio cognato risulterebbe al sindaco di Lanciano ancora ricoverato in rianimazione a Teramo. Detto questo ti prego vivamente di non controbattere né smentirmi se non fosse per un minimo di rispetto del dolore altrui. La mia smentita a quanto letto era più che mai doverosa per le famiglie distrutte da questo dramma…e non aggiungo altro per educazione”.

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