Emergenza cinghiali, i sindaci del Sangro Aventino a colloquio con Castaldi

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ATESSA. L’emergenza cinghiali è stata trattata come questione di rilevanza nazionale nel corso di un incontro in videoconferenza nel municipio di Atessa, alla presenza di una delegazione di sindaci, con il sottosegretario di Stato per i Rapporti con il Parlamento, il senatore Gianluca Castaldi. La teleconferenza con Castaldi è stata proposta nelle settimane scorse dai primi cittadini di Fossacesia, Enrico Di Giuseppantonio, e di Atessa Giulio Borrelli, per chiedere interventi urgenti da parte del Governo e della Regione Abruzzo in modo coordinato sull’intero territorio nazionale.

E ciò anche alla luce della proposta di legge che il ministro delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali, Teresa Bellanova, si appresta a portare all’esame del Parlamento per la definizione. “Quella che stiamo affrontando non è solo un’ emergenza sociale dovuta ai danni in agricoltura e per i tanti incidenti stradali che gli ungulati provocano, ma anche sanitaria. I cinghiali trasmettono un pericoloso parassita, la trichinella , che si trasmette non solo tra animale e animale, ma anche da animale a l’uomo – ha sottolineato al sottosegretario Castaldi la vice sindaco di Atessa, Federica Cinalli -. Tutto questo ha un costo e dunque è necessario avviare un processo di revisione della legislazione esistente che tenga conto anche delle nostre istanze”.

Pareri e suggerimenti che dovrebbero trovare posto nella proposta di legge del ministro Bellanova, sono arrivati anche negli interventi dei sindaci di Altino, Vincenzo Muratelli , di Archi, Mario Troilo, da Antonio Campitelli,presidente dell’Ambito Territoriale di Caccia Vastese. Dal canto suo, il sindaco di Fossacesia, Enrico Di Giuseppantonio, anche a nome dell’Anci, (Associazione Nazionale Comuni Italiani), nel suo intervento ha chiesto espressamente al senatore Castaldi di assumere in questa fase il ruolo di interlocutore tra le esigenze e le proposte che provengono dai territori e dai sindaci italiani ed il Governo.

“È importante ricercare tutti insieme la soluzione migliore per trovare equilibrio dal momento che il proliferare dei cinghiali rappresenta un impatto fortemente negativo nei confronti della biodiversità. Attualmente mancano criteri di gestione faunistica omogenei ed uniformi, affinché possa essere ristabiilita la sicurezza nelle aree rurali e urbane, nei campi coltivati, nei centri abitati, sulle strade. Noi sindaci- ha aggiunto Enrico Di Giuseppantonio- e parlo anche a nome di tantissimi altri del nostro Paese, siamo in prima linea ad affrontare questa emergenza. Abbiamo il polso della situazione e le nostre conoscenze possono essere importanti per arrivare ad approvare una nuova legge che possa soddisfare tutti”.

Il sottosegretario Gianluca Castaldi ha dichiarato tutta la sua disponibilità a favorire, anche nella sua qualità di Sottosegretario per i Rapporti con il Parlamento, le questioni che riguardano direttamente il problema della presenza ed invadenza degli ungulati. “Innanzitutto sollecitare l’ accelerazione della trattazione – iniziata il 4 ottobre 2019 – di un affare assegnato sui danni causati all’agricoltura dall’eccessiva presenza della fauna selvatica (Atto n. 337) per definire un orientamento di intervento. I cinghiali, sono responsabili di circa l’80 per cento dei danni causati all’agricoltura, per i quali si è passati da una popolazione di circa 50 mila capi presenti in Italia nel 1980 ai 900 mila nel 2010 fino ad arrivare, secondo alcune stime, a quasi 2 milioni di esemplari nel 2019 – evidenzia Castaldi -. Al tempo stesso si è notevolmente esteso l’ambito territoriale in cui questi animali arrivano a spingersi in cerca di cibo, con evidenti ripercussioni in termini di colture danneggiate ed un aumento di aggressioni e incidenti stradali comunque riconducibili alla incontrollata proliferazione della specie. Si deve trovare una soluzione! Inoltre, sollecitare l’ emanazione definitiva della schema “quadro” nazionale definito dopo un lunga interlocuzione con la Commissione Europea che, una volta approvato definitivamente nella forma – appunto – di Decreto del Ministro delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali di concerto con il Ministro dell’Ambiente e della Tutela del territorio e del Mare potrà quindi essere attivato e declinato dalle regioni, province autonome e Enti gestori delle aree protette nazionali in alternativa al regime de minimis. Infine, aiutare a dare concretezza alla relazione conclusiva di un gruppo di lavoro  attraverso un decreto  interministeriale per arrivare ad  una modifica della legge n. 157 del 1992. La proposta dovrebbe prevedere, tra l’altro, la modifica della legge n. 157 del 1992 al fine di consentire la caccia agli ungulati anche al di fuori dei periodi stabiliti dall’articolo 18 della legge citata. E’ stato – dichiara infine il Sottosegretario -un incontro aperto e costruttivo, una logica da incentivare”.

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