Ospedale sulla Costa, Progetto Lanciano: “Giù le mani dal Renzetti”

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LANCIANO. “Il governatore Marsilio continua a confondere l’opinione pubblica abruzzese e a mortificare quella frentana in particolare. La storia dei nuovi ospedali va avanti da ben 11 anni e mezzo e ancora oggi, mentre si promettono investimenti, Marsilio e i suoi continuano a mettere in ginocchio la sanità pubblica dell’Abruzzo meridionale”. Progetto Lanciano, lista civica del vicesindaco Giacinto Verna, interviene sulla recente polemica che si è accesa attorno al nuovo ospedale Renzetti, dopo la scoperta di una delibera del Comune di Casalbordino in cui si ipotizza un ospedale unico di costa Lanciano-Vasto sulla base di una “misteriosa” proposta della Regione, come si apprende da un articolo pubblicato lunedì 14 settembre sul quotidiano Il Centro.

«È tutta una barzelletta», attaccano Verna e il coordinatore cittadino del movimento Daniele Pagano, «sui nuovi ospedali in questi anni non si è fatto niente e ora si continua addirittura a parlare di un ospedale unico, idea nefasta che risale ai tempi dell’accoppiata Chiodi/Zavattaro. Giunta, che assieme a tutto il centrodestra, fece tanto altro per la sanità frentana», ironizzano i due esponenti di Progetto Lanciano, «l’annessione della Asl Lanciano-Vasto, che aveva i conti in regola, a quella di Chieti piena di debiti; il taglio dei 10 milioni di euro stanziati dall’ex manager Asl Michele Caporossi per il rimodernamento del Renzetti; il declassamento di unità complesse a semplici con l’eliminazione di tanti primariati; il taglio dei posti letto; l’allungamento delle liste d’attesa; il taglio dell’assistenza domiciliare a tanti ammalati».

«Giù le mani dall’ospedale Renzetti», affermano con decisione Verna e Pagano, «noi sappiamo dove costruire il nuovo ospedale Dea di primo livello: con il voto dell’intero consiglio comunale è stata indicata come area idonea quella attuale di via Del Mare. Non risulta al Comune di Lanciano che sia stato deciso altro luogo. Ora la politica trovi i soldi da investire per il nuovo presidio. Perché invece di pensare sempre all’accorpamento degli ospedali di Lanciano e Vasto, i quali servono un territorio ampio e disomogeneo che porterebbe a disuguaglianze sociali ulteriori, non si valuta la proposta di razionalizzare quelli di Chieti e Pescara, distanti poco più di 10 chilometri tra loro?».

Per Lanciano si parla di 85 milioni di euro necessari per realizzare un presidio sanitario che non si capisce neanche bene quanti posti letto avrà. «Basta con i reparti che scoppiano, basta con i medici costretti a fare la spola tra reparti e ospedali di città diverse», rimarcano Verna e Pagano, «per garantire un’assistenza che non viene mai meno grazie proprio all’abnegazione del personale medico e infermieristico. Ma così non va. L’ospedale Renzetti va potenziato, non distrutto, e serve chiarezza: vogliamo capire qual è il suo futuro, visto che il presente lo conosciamo bene ed è fatto di tagli e liste di attesa».

Progetto Lanciano chiede chiarimenti sul ruolo dell’ospedale frentano. «È ora che l’azienda sanitaria e la politica regionale facciano chiarezza», affermano l’assessore Carlo Orecchioni e i consiglieri comunali di Progetto Lanciano Arturo Di Corinto, Gabriele Paolucci, Paola Zulli e Michele Ucci, «vogliamo risposte sui primari tagliati, sugli investimenti cancellati per il Renzetti, sul ruolo dell’ospedale e su quale sia la sua vocazione a servizio della città e dell’intero comprensorio. Non vorremmo che dietro questi silenzi ci fosse qualche altro brutto scherzo per l’ospedale, che si paleserà nei prossimi mesi. Tutto questo assume un’importanza primaria anche alla luce della pandemia di Covid-19», concludono, «che ci ha fatto capire quanto importare sia che il pubblico investa nei sistemi sanitari e nella realizzazione di nuovi ospedali».

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