Mercato coperto, interrogazione della consigliera Graziella Di Campli

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LANCIANO.  Spazi stretti, operatori costretti a stare ammassati in appena 400 metri quadrati ad attendere soltanto 15 persone alla volta. Il Mercato coperto di piazza Garibaldi non è tornato al pieno della sua funzionalità. Dopo che l’ex gestore ha lasciato i locali devastati e privi di tutti i servizi, il Comune non ha potuto far altro che lasciare un piccolo spazio per i circa 40 ortolani che vi operano, ma i disagi per loro sono enormi. Nei giorni scorsi il giudice per le indagini preliminari Massimo Canosa ha respinto la richiesta di archiviazione della Procura del fascicolo aperto per danneggiamento e appropriazione indebita da parte del Comune nei confronti dell’ex titolare Franco D’Alessandro. Il gip ha anche ordinato nuove indagini. Ed è stato quantificato l’ammontare dei danni: oltre 730mila euro.

Sulle condizioni attuali della struttura la capogruppo di Forza Italia in consiglio, Graziella Di Campli ha presentato un’interrogazione che sarà discussa domani in consiglio comunale.  “Considerato che il mercato coperto di Piazza Garibaldi, come ormai noto, oggi rappresenta un vero e proprio problema sia per gli operatori economici che per i cittadini che vi si recano per gli acquisti – si legge nel testo dell’interrogazione al sindaco Mario Pupillo – chiedo quali provvedimenti l’amministrazione intende mettere in campo per risolverlo. Si fa presente che tra gli interventi urgenti e indifferibili ci sono l’abbattimento delle barriere architettoniche per i diversamente abili e l’ampliamento dell’area
mercatale di almeno 200 metri. È inoltre necessario prevedere una più efficiente areazione dei locali”.

“Il mercato coperto è una realtà importante nel nostro tessuto sociale ed economico – commenta l’esponente di minoranza – È l unica realtà che fa ancora di Lanciano il capoluogo della Frentania. Molti operatori arrivano da Fossacesia, Atessa, Archi, Paglieta, Ortona, addirittura da Isernia per vendere i propri prodotti. Il mercato coperto rappresenta la nostra storia e tradizione commerciale e non si può consentire  di non offrire condizioni operative al massimo della efficienza. Per non parlare dei nostri ortolani e contadini che dalla vendita diretta dei prodotti traggono  sostentamento e profitto per loro e le loro famiglie”.

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