Il Tar accoglie il ricorso del Governo contro l’Abruzzo che oggi torna in zona rossa

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L’Abruzzo si risveglia in zona rossa. Lo ha riferito ieri sera lo stesso presidente della giunta regionale, Marco Marsilio dopo aver ricevuto la telefonata del ministro della Salute, Speranza. “La pervicace azione del Governo – ha detto Marsilio – produce come risultato l’insensato e schizofrenico ritorno in zona rossa, per un giorno, di una regione che da due settimane mostra valori stabilmente arancioni”. Il governatore ha aggiunto: “Dopo che il Tar ha negato per due giorni l’esistenza di un ‘pericolo’ così grave da giustificare un provvedimento d’urgenza, era chiaro che oggi il Governo avrebbe potuto provocare solo il risultato di vedere una regione cambiare colore tre volte in tre giorni. Incuranti delle conseguenze pratiche nella vita delle persone, pur di poter esibire lo scalpo del reprobo Abruzzo”.

Il Tar ha quindi accolto il ricorso della Presidenza del consiglio dei ministri per l’annullamento dell’ordinanza del Presidente della Giunta regionale Abruzzo n.106 del 6 dicembre 2020 che decretava, nonostante la diffida del Governo, il ritorno alla zona arancione che ha consentito la riapertura delle attività produttive. “Non sarebbe spettato al Presidente della Regione Abruzzo accertare le condizioni per le quali tale Regione poteva essere classificata in “zona arancione” – recita la sentenza del tribunale amministrativo – e tanto meno stabilire la
cessazione anticipata dell’efficacia della citata ordinanza ministeriale del 5 dicembre 2020, nella parte in cui disponeva che nella Regione Abruzzo continuasse a trovare applicazione il regime di cui all’art. 3 del D.P.C.M. del 3 novembre 2020 e s.m.i. . La Regione quindi non avrebbe potuto procedere ad un’autonoma unilaterale valutazione della permanenza della Regione stessa in uno scenario o livello di rischio inferiore a quello vigente per almeno 14 giorni”.

Il balletto di colori ha provocato centinaia di proteste e un caos generalizzato tra gli operatori delle scuole medie e tra i commercianti. A Lanciano, tempestivamente, i presidi del comprensivi hanno informato i genitori del ritorno alla didattica a distanza, per la sola giornata di oggi, per le classi seconde e terze medie. Molti negozianti sono invece rimasti chiusi. Al contrario qualcuno ha deciso di sfidare la sorte e le multe decidendo di rimanere aperti.

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