Covid, la Regione Abruzzo dichiara Atessa, San Giovanni Teatino e Tocco da Casauria “zone rosse”

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ATESSA. Il Comune di Atessa è stato dichiarato ieri zona rossa dalla Regione Abruzzo. L’input, come riferisce il sindaco, Giulio Borrelli, “è arrivato dal comitato tecnico scientifico regionale. Il Comune ha deciso di chiudere scuole e asili nido fino allo screening del 13 e 14 febbraio di tutta la popolazione – spiega il primo cittadino sulla sua pagina Facebook – Capisco che questa decisione può non essere condivisa o compresa e vi assicuro che non è stata presa a cuor leggero. Purtroppo, diversamente dai mesi passati, abbiamo una situazione di contagio anche tra bambini e ragazzi. Sono 25 i casi confermati tra i minorenni di Atessa. C’erano famiglie per metà in quarantena e per metà libere di frequentare la scuola, persone – anche bambini- che avevano avuto contatti diretti con positivi, ma che non sono state sottoposte a tampone. C’era preoccupazione circa i trasporti e gli assembramenti. Abbiamo deciso, in questa situazione di eccezionale gravità (perché è grave se Atessa è uno dei tre Comuni che finisce in zona rossa in tutta la regione) di intervenire”.
Imbarazzo e caos iniziale sono stati provocati dalla mancata comunicazione da parte della Regione Abruzzo riguardo l’apertura delle fabbriche di cui è zeppo il tessuto industriale di Atessa. “La Regione faccia immediatamente chiarezza sull’ingresso dei lavoratori nelle zone rosse istituite in Abruzzo – è intervenuto in una nota Michele Lombardo, segretario generale della Uil Abruzzo, all’indomani dell’ordinanza regionale che ha istituito le zone rosse a San Giovanni Teatino, Tocco da Casauria e Atessa  – si rischia il black out produttivo, in particolare in Val di Sangro. Il problema – continua – si pone in modo particolare per quest’ultima realtà, dove insistono colossi come la Sevel e la Honda, con migliaia e migliaia di lavoratori. L’ordinanza regionale non è chiara sul punto relativo all’accesso nei plessi industriali, al punto che lo stesso sindaco di Atessa, Giulio Borrelli, ha dovuto firmare una propria ordinanza che rende possibile questo accesso. Non dissimile poi la situazione a San Giovanni Teatino, dove i grandi centri commerciali danno lavoro a tanti lavoratori. Si faccia chiarezza immediatamente – conclude Lombardo – perché la confusione rischia di generare un blocco o un rallentamento che il nostro sistema produttivo e industriale proprio non può permettersi”.
Il sindaco Borrelli ha confermato tuttavia che tutte le fabbriche e gli uffici restano aperti. “Chi deve entrare in Atessa o uscire, per ragioni di lavoro, può farlo – spiega – il nostro territorio comprende la zona industriale più importante del Centro Italia. L’ordinanza regionale sulla “zona rossa” non specificava se le fabbriche dovessero chiudere o meno. Abbiamo colmato un vuoto e risposto a tarda sera, come potevamo nella situazione data, alle pressanti domande di dirigenti di fabbriche, sindacati e cittadini. La Regione dovrebbe al più presto integrare e spiegare meglio la sua ordinanza”.
Intanto sanato e domenica prossimi, il Comune sta organizzando in collaborazione con la Asl lo screening di massa gratuito per tutta la popolazione di Atessa: “Invito tutti ad aderire allo screening del prossimo fine settimana perché solo così potremmo delineare un quadro più chiaro della situazione – fa appello Borrelli – Prego inoltre tutte le persone positive di rispettare la quarantena insieme con i loro conviventi”.
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