Tari a Lanciano, la minoranza: “Aumenti indiscriminati per famiglie e attività”

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LANCIANO. E’ stata approvata a maggioranza nel corso dell’ultimo consiglio comunale la tassazione per i rifiuti in città che ha visto una levata di scudi unanime da parte della minoranza. Sotto attacco gli aumenti dovuti, come spiegato dagli assessori alle Finanze, Danilo Ranieri, e alla Transizione ecologica, Tonia Paolucci, a diversi fattori, il primo dei quali l’assenza, quest’anno, dei fondi Covid da parte del Governo che era intervenuto nel 2020 e 2021 per calmierare le tariffe. Altro fattore negativo è stato l’adeguamento Ista all’anno 2019 e, ultimo aspetto, ma non meno importante, l’aver dovuto aderire, per legge, alla direttiva Arera, Autorità di regolazione per energia, reti e ambiente che impone un miglioramento e una ottimizzazione del servizio rifiuti da parte dei gestori che devono misurare i loro servizi in base ad una tabella. Il Comune di Lanciano ha aderito al terzo, su quattro, quadrante che permette un miglioramento a livello di gestione del servizio rifiuti, ma anche sullo spazzamento e la pulizia delle strade.

Ma l’opposizione è stata molto critica. “Ho votato contro il piano delle tariffe Tari proposto da questa amministrazione per il 2022 – interviene il consigliere di Azione, Giacinto Verna – Un piano che mette le mani nelle tasche dei lancianesi, poiché non solo non prevede agevolazioni per le famiglie, ma prevede indiscriminati aumenti in bolletta. Aumenti mediamente superiori al 5%, in molti casi fino al 9-10%! I costi e i problemi di come e dove reperire i soldi in bilancio c’erano 12 mesi fa, quando ad amministrare eravamo noi, e ci sono oggi. Ma la nostra volontà politica fu di aiutare 5.861 famiglie con 172mila euro di fondi di bilancio vincolati e anche le utenze non domestiche con oltre 252mila euro di agevolazioni con fondi covid. E nonostante questo fummo oggetto di critiche da parte di molti di loro, allora opposizione e oggi giunta o consiglieri di maggioranza, che addirittura votarono contro. Oggi, dopo due anni terribili causa Covid e dopo che da più di tre mesi viviamo il peso di una guerra in Europa, ci aspettavamo una manovra che almeno mantenesse le tariffe stabili facendo attenzione alle famiglie, che tanto hanno fatto per raggiungere il buon risultato di oggi sulla raccolta differenziata e per quelle categorie non residenziali colpite dalle restrizioni Covid. Invece c’è un aumento di circa 360mila euro che ricade sui cittadini. Oggi con questo piano tariffario l’amministrazione non sta premiando i comportamenti virtuosi dei lancianesi, al contrario li sta mortificando Due anni di Covid hanno messo a dura prova la tenuta economica di tante famiglie lancianesi, che oggi rischiano di dover pagare anche il prezzo dell’aumento del costo della vita dovuto alle conseguenze della guerra. In questo contesto, per alcuni drammatico, purtroppo l’amministrazione comunale di Lanciano non è stata in grado di fare la sua parte tenendo quanto meno bloccate le tariffe per la raccolta dei rifiuti”.

Con Verna anche la segretaria cittadina di Azione, Paola Zulli: “Due anni di Covid hanno messo a dura prova la tenuta economica di tante famiglie lancianesi, che oggi rischiano di dover pagare anche il prezzo dell’aumento del costo della vita dovuto alle conseguenze della guerra – commenta l’esponente del partito di Carlo Calenda – In questo contesto, per alcuni drammatico, purtroppo l’amministrazione comunale di Lanciano non è stata in grado di fare la sua parte tenendo quanto meno bloccate le tariffe per la raccolta dei rifiuti. Evidentemente è mancata quella volontà politica forte che, in passato, ha avuto la vecchia maggioranza, quella di aiutare 5.861 famiglie, senza dimenticare le utenze non domestiche, con oltre 425mila euro di agevolazioni. Un aiuto che venne criticato perché secondo l’allora opposizione, oggi maggioranza, era troppo esiguo. Del resto non è la prima volta che, con il senno di poi, assistiamo a clamorosi autogol del centrodestra: basti solo confrontare quanto detto negli anni scorsi sul tema della sicurezza con l’aumento degli episodi di criminalità da quando è cambiato il governo cittadino in autunno. Per coerenza più d’un esponente della giunta Paolini dovrebbe chiedere le dimissioni di se stesso, a maggior ragione oggi che, con l’aumento della Tari, vengono messe le mani in tasca ai lancianesi da parte di chi, tra i primi provvedimenti varati, annovera l’aumento delle indennità di giunta”.

Critico anche il Pd. “L’aumento della Tari per i cittadini lancianesi è un fatto oggettivo come primo atto fiscale della nuova, vecchia amministrazione a guida di Paolini- specifica la segretaria cittadina del Partito Democratico, Rosetta Madonna – Aumenti che andranno a colpire in particolare edicole, farmacie, tabaccherie, agriturismi, attività di commercio alimentare ma che avranno un risvolto anche sulle utenze non domestiche. Il tutto mentre la modifica del calendario per la raccolta differenziata, voluta dalla giunta Paolini, continua a provocare problemi all’utenza sul territorio e che pensiamo possa acuirsi nei mesi estivi: sarebbe opportuno prevedere una maggiore cadenza di raccolta almeno in presenza delle temperature più alte di questo periodo. L’amministrazione attuale, infatti, ha approvato in Giunta la modifica del calendario della raccolta dei rifiuti indifferenziati riducendola a una volta ogni quindici giorni rispetto alla precedente settimanale, per adeguare il comune di Lanciano agli standard degli altri comuni. Tuttavia – prosegue la portavoce del Pd Lanciano – quando è stato chiesto a quanto ammonta il risparmio per questa riduzione del servizio e come la Ecolan abbia impiegato questo risparmio nessuno è riuscito a dare una risposta chiara, precisa e fatta di numeri. Quando si è chiesto all’assessora Paolucci di indicare il calendario dello spazzamento delle contrade l’assessora non è stata in grado di indicare quali sono i costi, i giorni e le cadenze del servizio. Il Partito Democratico non è abituato a urlare in modo scomposto per confondere e addossare le responsabilità, tuttavia stride l’atteggiamento dell’attuale maggioranza che, quando era all’opposizione, non votava i provvedimenti Tari della Giunta Pupillo con tutte le agevolazioni previste per il Covid ed oggi si affretta a giustificare gli aumenti con scelte non rinviabili. Ancora più grave è l’assoluta ipocrisia sulla questione della concessione delle volumetrie aggiuntive alla discarica di Cerratina per evitare una imminente emergenza rifiuti nel nostro territorio: mentre l’Assessore regionale della Lega e del territorio Campitelli è sotto attacco dalla sua stessa maggioranza in consiglio regionale, il Sindaco Filippo Paolini e l’Assessore all’ambiente Tonia Paolucci si dichiarano contrari all’intervento innescando una crisi politica interna al centro-destra ed assestando un colpo duro all’Assessore Nicola Campitelli, di fatto sfiduciandolo sul territorio ed all’interno dello stesso consiglio comunale nel silenzio del gruppo consiliare della Lega”.

“Finalmente all’opera la giunta di sceriffe e capitani. E cosa fa? Aumenta le tasse! – interviene Francesco Anania, segretario cittadino di Articolo Uno – La conseguenza diretta è che ci sarà un aumento delle tariffe della TARI delle utenze domestiche e commerciali con punte anche di due cifre percentuali. Eppure, non poco tempo fa, la stessa giunta aveva scritto nero su bianco che quest’anno avrebbe attuato una nuova visione nella gestione delle tasse comunali, asserendo quasi con commozione nella pagina del documento “Linee programmatiche” che “MENO RIFIUTO INDIFFERENZIATO SI PRODUCE, MENO SI PAGA”, maiuscolo compreso. Non sarà così. Perché le tariffe saranno calcolate in base ai metri quadrati e al numero dei componenti. Così, una famiglia di 3 componenti, con una abitazione di 100mq quest’anno pagherà più dell’anno scorso, anche se, paradossalmente, avrà differenziato di più. E per le attività commerciali, già vessate da un caro affitti incomprensibile per il territorio, si avrà la stessa stangata. Ma questa non era la Giunta che ha vinto le elezioni comunali in difesa delle partite IVA e del popolo tartassato? Articolo UNO chiede alla maggioranza di centrodestra di dar conto ai cittadini di questa politica pericolosa per il tessuto produttivo e sociale lancianese. La questione TARI poteva essere discussa e gestita in maniera coraggiosa, differente, condivisa con tutti. Invece si palesa solo l’arroganza e la mancanza di sensibilità verso la popolazione, come del resto le precedenti giunte Paolini avevano già dimostrato. Articolo UNO chiede di fermare l’aumento sconsiderato della tassa sui rifiuti, che non premia i cittadini virtuosi ma anzi li penalizza . Inoltre apriremo un tavolo di confronto con tutte le forze ed i rappresentanti delle categorie interessate per fermare questa scelleratezza della confusa e incapace destra frentana”.

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