Fermo Sevel per mancanza di materiali: la Trigano costretta a lasciare a casa 30 dipendenti

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PAGLIETA. Sevel si ferma una settimana per mancanza di componenti e tra le conseguenze immediate c’è il taglio di 30 posti di lavoro alla Trigano Van, fabbrica che produce camper, van e roulotte su chassis Ducato. A riferirlo è la Fiom. “Dopo mesi molto difficili purtroppo la situazione continua a non migliorare, – interviene Andrea De Lutis, Fiom Chieti – l’ instabilità dovuta alla mancanza di forniture si allarga anche ad altri materiali e i lavoratori e le aziende sono sempre più colpiti. Questo è il caso della Trigano Van di Paglieta che nonostante la fase di forte crescita sta patendo in maniera importante le difficoltà dovute alla carenza di materiali e di furgoni per i quali non c’è bisogno di dare ulteriori notizie visto il fermo per CIGO del produttore. Tutto capita in un momento molto delicato, a fine giugno in Trigano scadono circa 120 contratti a tempo determinato (somministrati e Trigano), altri scadranno a fine agosto. L’ azienda ci ha comunicato che sarà costretta a non rinnovare circa 30 contratti in scadenza, non c’è stato verso di trovare soluzioni alternative”.

“Nonostante la situazione – prosegue il sindacato – la maggior parte dei contratti è salva, è vero, la Trigano sta attraversando un momento di calo imprevisto, ma il calo è riconducibile alla mancanza di materiali, non alla richiesta che continua ad essere molto importante. Tale richiesta in parte tutela i posti di lavoro perché nei fatti il numero di lavoratori è già tarato per quanto sta chiedendo il mercato dei van, nel caso dovessero arrivare i componenti l’ azienda dovrà essere pronta a produrre e se non lo fosse il problema sarebbe più grande perché metterebbe a rischio tutti i lavoratori. Il reparto falegnameria, ultimo investimento continua la fase di sviluppo e produzione in attesa dei furgoni. Abbiamo chiesto all’ azienda di tenere conto delle anzianità lavorative dei lavoratori nella fase di scelta di quelli che non vedranno il contratto rinnovato. Stiamo verificando alcune condizioni per cercare di creare un bacino del quale faranno parte i lavoratori che usciranno dalla Trigano, siamo già in contatto con qualche azienda e il fine, nel caso il progetto prenda corpo è quello di ricollocarne il più possibile e in breve tempo. Siamo in attesa di una nuova convocazione dalla Regione Abruzzo che nel frattempo ci auguriamo si sia coordinata con la Regione Toscana al fine di portare le difficoltà dei lavoratori della Trigano sul tavolo automotive aperto presso il Ministero dello sviluppo economico”.

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