Tradizioni: il rito della trebbiatura a Lanciano

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LANCIANO. Il rito della trebbiatura è un appuntamento arcaico e solenne che viene riscoperto in questi giorni in varie parti d’Abruzzo attraverso giornate didattiche destinate alla diffusione e alla conoscenza di questa antica tradizione. Anche a Lanciano, nell’agriturismo Caniloro, in contrada Sant’Onofrio, il rito si è rinnovato, immutato nei secoli e nelle pieghe della storia rurale abruzzese, davanti ad un gruppo di entusiasti spettatori. La tradizione riassume da sola tutte le fatiche dei contadini, in una giornata di lavoro che dura dall’alba fino alla sera, da quando si è chini sui campi gialli arsi dal sole, immersi nella polvere dorata sprigionata dalla trebbiatrice e infine a tavola, alla sera, a gustare i piatti realizzati con i prodotti della campagna e dell’orto. Gli uomini, in un ritmo mai stanco, cadenzato e feroce, gettano nelle fauci della trebbiatrice i covoni spinti dalla punta delle forche. Nel concerto degli ingranaggi sgorga il grano, raccolto nel tomolo, un cesto o un contenitore, che nella cultura agraria viene usato come unità di misura. Ad aprire le danze, tra sbuffi di fumo scuro e il tossire del motore, è stato oggi un antichissimo Landini del 1946, con la sua “voce” roca inconfondibile. Il trattore è chiamato a “testa calda” perché la combustione della miscela combustibile che avviene al suo interno è innescata dall’alta temperatura mantenuta in una parte della camera di combustione, la calotta, posta dentro la testa del cilindro. L’avviamento del motore si ottiene riscaldando con una fiamma prodotta da una lampada a benzina o a gas la calotta metallica, fino a farla diventare rovente nel giro di pochi minuti. Si imprimono quindi a mano 2-3 colpi sulla pompa d’iniezione del combustibile e poi un’adeguata spinta sui volani permette la compressione del pistone e l’innesco della combustione. L’accensione del Landini nell’aia di Caniloro è avvenuta tra gli applausi dei presenti, tra cui diversi bambini affascinati da queste macchine antiche e rombanti. La trebbiatura è quindi iniziata. La mattinata è stata scandita anche da momenti di convivialità e musica e dall’assaggio di alcuni piatti tipici della colazione contadina: “chicocce e patane” (zucchine e patate), pizza scime e melanzane e zucchine fritte, assieme a vino rosato e bianco oppure limonata.Image00004Trebbiatura Image00003Trebbiatura

Immagini della giornata di trebbiatura a Caniloro
Immagini della giornata di trebbiatura a Caniloro

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