Vini ad alta concentrazione di salubrità: l’esperienza Freewine

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fotocs00001ROCCA SAN GIOVANNI – L’Unione Italiana Vini organizza, nell’ambito del progetto Tergeo, una conferenza tecnica gratuita presso la Cantina Frentana, a Rocca San Giovanni, domani martedì 29 luglio alle ore 14.30.

Il corso, rivolto a tecnici e produttori, affronterà argomenti di attualità quali: tecniche di vinificazione senza l’impiego di solforosa, tecniche “sostenibili” di gestione della cantina, con particolare riferimento e al risparmio dell’acqua e dei disinfettanti nel processo di sanificazione; verranno inoltre presentate dall’Università di Verona Dip. Biotecnologie innovativi metodi per il controllo microbiologico dei mosti e dei vini in assenza di solforosa.

Cristian Carboni, Ozone application specialist e ricercatore in De Nora NEXT, Business Unit di Industrie De Nora Spa, sarà presente in qualità di esperto internazionale per illustrare le principali applicazioni dell’ozono nel settore vitivinicolo partendo dalle esperienze realizzate in un numerose cantine.

In particolare, Carboni spiegherà come i sistemi ad ozono risultano particolarmente efficaci nei processi di sanificazione di tank, botti e barrique. Un generatore di ozono di piccole dimensioni può consentire infatti la sanificazione in 15-20 minuti di un serbatoio in acciaio, anche di grandi dimensioni, senza necessità di utilizzare acqua e quindi con evidenti risparmi di energia elettrica e di riduzione dei consumi idrici e di acque reflue: tutti fattori che possono contribuire a ridurre la Water Footprint di un’azienda così come la Carbon Footprint.

La Water Footprint o impronta idrica è un indicatore del consumo di acqua dolce ed è definita come il volume totale di acqua dolce utilizzata per produrre beni e servizi, misurata in termini di volumi d’acqua consumati (evaporati o incorporati in un prodotto) e inquinati per unità di tempo; mentre la Carbon Footprint esprime in CO2 equivalente il totale delle emissioni di gas ad effetto serra associate direttamente o indirettamente ad un prodotto, un’organizzazione o un servizio. La misurazione della Carbon Footprint di un prodotto o di un processo richiede in particolare l’individuazione e la quantificazione dei consumi di materie prime e di energia nelle fasi selezionate del ciclo di vita dello stesso.

Cristian Carboni ha dichiarato: “In prospettiva futura, le aziende potranno valutare l’opportunità di realizzare un’etichettatura ambientale del prodotto, che riporti i valori di carbon footprint della bottiglia a beneficio dei consumatori, oppure di intraprendere un percorso di certificazione ambientale dei loro vini nell’ambito ad esempio del programma VIVA Sustainable Wine del Ministero dell’Ambiente con evidenti vantaggi in termini commerciali e di marketing”.

Freewine® è un disciplinare conseguito tramite un protocollo tecnico non vincolante che ha l’obiettivo di apportare consistenti riduzioni della quantità di solfiti aggiunti nei vini. I protocolli e la piattaforma tecnologica Freewine® contemplano un processo di produzione che permette di ridurre notevolmente, fino all’eliminazione, l’uso di anidride solforosa e di altri additivi considerati allergeni.

La partecipazione al corso è gratuita, ma per esigenze organizzative  è richiesta la pre-registrazione al seguente link.

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