Coordinamento No Ombrina: «È un giorno nero per l'Abruzzo»

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I manifestanti davanti al Mise
I manifestanti davanti al Misento

LANCIANO. «È un giorno nero per l’Abruzzo e l’Adriatico. Ovviamente non ci arrendiamo perchè pensiamo sia un vero e proprio sopruso: con l’impegno di tutti i cittadini vedremo di ribaltare il risultato presentando esposti e ricorsi in tutte le sedi, dalla giustizia penale a quella amministrativa passando per la Commissione Europea». Così il Coordinamento No Ombrina commenta l’esito della conferenza dei servizi, conclusa poco fa al ministero dello Sviluppo economico.

«Da quanto abbiamo appreso», continua il Coordinamento, «è stata una riunione resa difficile dalle varie norme regionali approvate in queste settimane e dalle numerose incongruenze fatte emergere dai vari rappresentanti degli enti abruzzesi presenti. Solo un colpo di mano, deciso dal dirigente del ministero dello Sviluppo economico, pare abbia sbloccato la conferenza a favore dei petrolieri, con una situazione che evidentemente diventava ogni ora sempre più insostenibile e che quindi andava risolta in fretta il prima possibile. Sarà interessante leggere il verbale per scoprire chi e con quali argomenti ha superato le innumerevoli criticità del procedimento e le norme di salvaguardia vigenti del parco marino. Ovviamente metteremo sotto la lente di ingrandimento il comportamento dei singoli funzionari che hanno partecipato all’iter».

«Con i ricorsi e con la continua azione dei cittadini vedremo di affondare Ombrina prima che compaia all’orizzonte del nostro mare», prosegue il movimento anti-petrolizzazione, «resta il problema di un governo tutto votato alla causa dei petrolieri, con un’azione che stride sempre di più con gli allarmi che gli scienziati da tutto il mondo stanno lanciando sull’uso dei combustibili fossili. Proprio oggi l’Associazione mondiale di Meteorologia ha lanciato un vero e proprio monito. Se non si tagliano le emissioni di gas climalteranti provenienti da carbone, petrolio e gas il nostro pianeta sarà reso, testualmente, “più pericoloso e inospitale per le future generazioni“. Lo stesso Obama ha bocciato pochi giorni fa l’oleodotto Keystone perchè una volta costruito avrebbe vincolato le politiche di taglio delle emissioni per troppi anni. Invece secondo il Ministero del cosiddetto “Sviluppo economico” l’Abruzzo dovrà ospitare Ombrina per i prossimi decenni affossando l’economia turistica della bellissima costa dei trabocchi e quella dell’agricoltura di qualità. Evidentemente per il Governo Renzi tutto ciò deve passare in secondo piano perché gli interessi dei petrolieri sono “strategici”, al contrario di quelli della comunità».
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