Il Coordinamento No Ombrina: «Verbale surreale, ma i giochi sono aperti»

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La protesta No Ombrina questa mattina a Roma
La protesta No Ombrina questa mattina a Roma

LANCIANO. «Il caso Ombrina sta facendo andare in tilt il ministero dello Sviluppo economico». Così commenta il Coordinamento No Ombrina dopo aver letto il verbale della conferenza dei servizi dello scorso 9 novembre, nel corso della quale il Mise ha dato il via libera alla piattaforma petrolifera davanti alla Costa dei trabocchi.

«È l’atto amministrativo più surreale che abbiamo potuto studiare in questi anni nelle tante lotte in cui sono stati impegnati gli attivisti che ora si stanno battendo contro Ombrina», afferma il Coordinamento, «incalzato da Regione ed enti locali presenti, il funzionario del Ministero ha, per così dire, cercato di imporsi con un atto, la chiusura della conferenza dei servizi, che solo a prima vista è apparso di forza, ma che oggi appare indice di estrema debolezza nei contenuti. Sulla questione del parco marino, ad esempio, la problematica è interamente in piedi visto che il Ministero ha fatto scrivere nero su bianco di non aver avuto il tempo di esaminarla, essendo la legge istitutiva approvata da alcuni giorni. Rockhopper in conferenza dei servizi ha presentato una memoria proprio sulla legge del parco».

I manifestanti davanti al Mise
I manifestanti davanti al Mise

«Alle ulteriori richieste pervenute dai rappresentanti degli enti locali di mostrare la documentazione sulla composizione societaria, sulle garanzie economiche eccetera per discuterne, appunto, in conferenza dei servizi, il dirigente ha saputo solo rispondere che “verificheranno e faranno sapere” quando tutti gli atti dovevano già stare nel fascicolo proprio per permetterne la discussione in sede di conferenza dei servizi», continuano gli attivisti, «se non c’erano, la conferenza andava ovviamente riconvocata. Nel verbale emerge quella che appare essere una commistione e confusione di ruoli tra Responsabile unico del procedimento per il Ministero, Mirella Pernarella, e il dirigente della Divisione Titoli minerari, Marcello Saralli, tanto che gli enti locali hanno sollevato pesanti dubbi sulla legittimità da parte del dirigente di intervenire. Il tutto sulla base della notissima norma sul funzionamento della pubblica amministrazione, la Legge 241/1990. Articoli di legge che, peraltro, appaiono di cristallina chiarezza sul ruolo e sulle responsabilità del Responsabile unico del procedimento. Addirittura la Rockhopper ha fatto mettere a verbale di non essere stata messa in condizione di spiegare il suo progetto e di non entrare nel merito della discussione tra enti locali e Ministero!».

«Al settore idrocarburi del ministero dello Sviluppo economico forse finora non si erano mai dovuti confrontare con chi le carte è abituato da decenni a leggerle ed è pronto a rivendicare i propri diritti in tutte le sedi, da quelle dei saloni ministeriali a quelle delle aule di giustizia, sia essa civile, amministrativa o penale», sottolinea il Coordinamento, «crediamo sia urgente in questi giorni non solo proseguire nell’incalzare il Ministero e i suoi funzionari sul procedimento di Ombrina prima dell’emanazione del Decreto, anche per far comprendere bene tutte le possibili conseguenze di una decisione improvvida che sarebbe contestata in tutte le sedi possibili, ma di allargare lo sguardo su tutti i titoli minerari già rilasciati o in itinere che riguardano l’Abruzzo e il suo mare».

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