Europa Verde Frentania. L’altra faccia della medaglia

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Nei prossimi giorni saranno ultimati i lavori nella nuova area commerciale in via Tinari a Lanciano.
Abbiamo letto dichiarazioni trionfalistiche sulla realizzazione di questo progetto, evidenziandone le
ricadute positive che apporterà.
Noi non la vediamo nella stessa maniera e cogliamo invece il rovescio della medaglia.
Iniziamo proprio dall’aspetto che più raccoglie consensi, quello dei nuovi posti di lavoro. È tutto da
verificare, ma si parla di circa 100 nuovi addetti solo per il fast food. Un buon dato occupazionale,
certo, se non fosse che parliamo di una catena, Mc Donald’s, che cede il suo marchio a dei
licenziatari, piccoli imprenditori, che gestiscono direttamente i ristoranti. Il noto marchio infatti
gestisce direttamente solo il 10% dei locali presenti in Italia, lasciando quindi agli imprenditori
l’onore e l’onere di assumere le persone. In diverse parti d’Italia i sindacati hanno chiesto lumi sulle
condizioni applicate dai licenziatari e una valutazione dei dati inerenti all’alto turn over riscontrato,
ai ritmi di lavoro spesso quasi insostenibili, all’uso eccessivo di part-time e quindi di ore
supplementari. Inoltre hanno chiesto la valutazione delle norme applicate in merito alla salute e
alla sicurezza dei lavoratori. L’aspetto che a noi preme più sottolineare è che il lavoro svolto presso
il fast food non sarà altamente qualificante per i nostri ragazzi; tant’è che molti di loro, dopo una
breve esperienza, decidono di cambiare presto lavoro. Vorremmo che i nostri ragazzi
intraprendessero altre strade, come quelle che portano all’innovazione, alla programmazione dei
macchinari, al disegno e alla progettazione. Sono tante le professioni richieste nel mondo del
lavoro, sia nell’automotive che nelle nuove professioni che si stanno creando grazie alla green
economy. Nel nostro territorio abbiamo bisogno di operatori specializzati, ingegneri,
programmatori, manutentori e assemblatori di macchine automatizzate e robotizzate, impiantisti
elettrici e non certo di “assemblatori di panini”. È questo quindi che ci auguriamo per i nostri figli?
Quanti di noi vedono il futuro dei nostri figli dentro un Mac Donald’s?
Abbiamo letto anche di uno studio sull’appetibilità commerciale della zona di via Tinari. Intanto
bisogna premettere che lo studio è stato fatto dal punto di vista commerciale e non dal punto di
vista del benessere del cittadino che abita in quella zona. Infatti in una zona come via Tinari, che
vede ogni giorno il passaggio di 30.000 automezzi e che in alcune ore risulta già altamente
inquinata, visto il numero di auto in transito, far affluire ulteriore traffico, in una zona già altamente
congestionata, non ha nessun senso, se non dal punto di vista dell’imprenditore. L’area sarà
invivibile, altro che riqualificata. La riqualificazione di un’area non prevede più auto e più cemento,
al contrario meno auto e più verde.
Se poi vogliamo analizzare la questione commerciale, oltre al fast food, saranno aperti altri 2 punti
vendita di cui, nè la zona, ma neanche Lanciano sentiva il bisogno. In un contesto che vede la città
perdere abitanti, con il reddito procapite dei cittadini della frentania bloccato o in discesa, con la
presenza nelle zone limitrofe di tanti altri supermercati e punti vendita, la previsione dell’apertura di
altri spazi, anche di grande metratura ci porta a pensare che il mercato sarà ulteriormente
parcellizzato.
Le tante attività commerciali già in difficoltà, dovranno prevedere ulteriori sacrifici. Aprire più
supermercati non implica che i cittadini Lancianesi spenderanno di più, significa invece che o
ridistribuiranno le loro spese per più attività, dando meno a tutti, oppure ne preferiranno alcune a
scapito di altre, in ogni caso ci sarà qualcuno che ne pagherà le conseguenze. Anche il Mac
Donald’s provocherà ricadute su ristoranti, paninoteche e pizzerie della zona e probabilmente
saranno proprio gli esercizi commerciali in centro città a risentirne di più. Quindi se proprio ci sarà
un incremento occupazionale da una parte, ce ne sarà una probabile ricaduta negativa da un’altra.

Inoltre uno degli argomenti che ci colpisce di più è l’interesse nei confronti degli studenti. Capiamo
l’interesse dell’imprenditore che deve fare soldi, ma riteniamo incomprensibile quello
dell’amministrazione. Nelle scuole Lancianesi, soprattutto alle elementari, si ripetono ogni anno
progetti sull’alimentazione corretta. Si distribuiscono mele e non merendine, si fanno intervenire
nutrizionisti che spiegano la corretta alimentazione. Poi però l’amministrazione è contenta che gli
studenti mangino “Junk Food”, cibo spazzatura, come definito, a livello mondiale, il cibo
somministrato dalle catene di fast food. Studi scientifici hanno certificato quanto siano dannosi i
cibi, le bevande gassate e zuccherate, le salse, i metodi di cottura e di conservazione dei cibi
offerti dai fast food. Ebbene a Lanciano siamo felici che il Mac Donald’s sia collocato vicino alle
scuole in modo da educare i nostri figli verso un’alimentazione scorretta!
Infine, non per importanza, ma per lo scarso interesse che suscita in questa amministrazione,
parliamo del consumo di suolo. Per quanto sembri strano all’attuale amministrazione, ma lo stato
italiano si è impegnato a rispettare degli obiettivi di breve termine (entro il 2030) e cioè:
la protezione adeguata del suolo anche con l’adozione di obiettivi relativi al suolo in quanto risorsa
essenziale del capitale naturale entro il 2020 ( Parlamento europeo e Consiglio, 2013 );
l’allineamento del consumo alla crescita demografica reale entro il 2030 ( UN, 2015 );
il bilancio non negativo del degrado del territorio entro il 2030 ( UN, 2015 ).
Tradotto in parole povere, con 10.000 mq di asfalto e cemento in una zona verde urbana si
dovrebbero rigenerare altrettanti mq di verde per poter compensare il mancato assorbimento di
CO2 e soprattutto questo consumo di suolo dovrebbe essere giustificato allineando alla crescita
demografica reale. Considerando che Lanciano perde abitanti, non è giustificato un incremento di
aree commerciali o residenziali in virtù del fatto che nuove attività commerciali non gioverebbero
all’attuale situazione demografica né si necessitano di nuovi alloggi, anzi bisognerebbe forse
censire ed eventualmente riqualificare gli attuali alloggi sfitti e abbandonati.
Insomma, l’obiettivo di questa amministrazione è quello di consumare più suolo, senza una
compensazione alcuna, offrire opportunità lavorative con scarso valore aggiunto ai lavoratori
lancianesi, soprattutto quelli più giovani, far mangiare cibo spazzatura ai nostri ragazzi e mettere in
difficoltà le attività commerciali già presenti sul territorio che faticano ad arrivare a fine mese.
Complimenti!

I Co-portavoce Europa Verde Frentania
Rita Aruffo
Stefano Luciani

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