La scuola a scuola

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La riapertura di tutte le scuole cittadine il 14 settembre, dopo la chiusura imposta dalla fase acuta dell’emergenza sanitaria da Covid-19 a partire da marzo e fino alla fine dell’anno scolastico, rappresenta attualmente l’obiettivo principale dell’amministrazione comunale. L’azione messa in campo in queste settimane, in collaborazione con le istituzioni scolastiche, è rivolta a favorire il ritorno in classe dei circa 3.700 alunni lancianesi, nella consapevolezza della funzione educativa, formativa e di socialità che la scuola svolge.

A questo scopo, attraverso una progressiva e intensa attività svolta in stretto rapporto con le dirigenze scolastiche delle scuole dell’infanzia, primaria e medie, l’amministrazione ha effettuato la ricognizione degli spazi e dei locali scolastici e della capienza possibile per arrivare a delineare, in relazione ai criteri e alle indicazioni contenute nelle linee guida ministeriali, una serie di proposte organizzative per la riapertura in sicurezza delle scuole.

Le attività proposte per consentire a tutti “La scuola a scuola”, nel rispetto dei livelli di sicurezza sanitaria, prevedono il recupero e il riutilizzo di locali all’interno delle sedi scolastiche, con la riconversione ad aule di tutte le sale refettorio, l’adeguamento delle stanze disponibili con interventi di edilizia “leggera”, l’acquisto di arredi (soprattutto banchi singoli in sostituzione di quelli biposto), il reperimento all’esterno di ulteriori locali idonei, impiegando le strutture comunali dove adeguate o adeguabili e ricercando proprietà di altri soggetti pubblici o privati che dispongono di spazi utili e funzionali allo scopo.

Nel dettaglio le principali criticità e le relative soluzioni individuate istituto per istituto, come illustrato dall’assessore Giacinto Verna nell’ultimo consiglio comunale dello scorso 29 luglio:

  • D’Annunzio: ci sono spazi sufficienti per tutte le classi; l’edificio principale ospiterà anche alcune classi della primaria dell’Iconicella.
  • Don Milani: alcune classi della primaria Olmo di Riccio (chiusa per i lavori in corso di adeguamento sismico) saranno trasferite al liceo classico e alcune classi delle medie all’istituto De Giorgio; altre due classi di medie andranno nel Polo museale.
  • Mario Bosco: saranno effettuati lavori di edilizia leggera attraverso l’abbattimento di muri divisori per raddoppiare lo spazio delle aule.
  • Umberto I: saranno utilizzati spazi comuni e abbattuti muri divisori per ampliare le superfici delle aule; due sezioni delle medie, per complessive sei classi, saranno trasferite nel Parco delle Arti musicali; la primaria Principe di Piemonte resta in sede grazie a piccoli interventi di edilizia, mentre i 90 bambini della scuola dell’infanzia saranno trasferiti in locali di proprietà privata: due le opzioni al vaglio, una delle quali molto vicina alla sede di piazza Unità d’Italia.

«Questi interventi comportano un impegno economico di circa 750mila euro», dice il vicesindaco e assessore all’Istruzione, Giacinto Verna, «160mila euro arrivano dai fondi Pon (Programma operativo nazionale) del Miur, 300mila da un mutuo già acceso per lavori di messa in sicurezza delle scuole che partiranno a breve e, con risorse del settore Pubblica istruzione e grazie all’impegno dell’assessorato alle Finanze, ci sarà un’importante variazione di bilancio di 280mila euro. Ringrazio i dirigenti scolastici, il dirigente dei Lavori pubblici Luigina Mischiatti e il settore Pubblica istruzione nella persona di Davide Di Pilato. E’ uno sforzo importantissimo quello che viene messo in campo in questo momento, ma affrontiamo la sfida per far sì che i nostri bambini possano tornare tutti a scuola in sicurezza».

Per quanto riguarda la ristorazione, mentre le sale refettorio saranno adibite ad aule, le cucine continueranno regolarmente a funzionare: in accordo con la Asl, il pasto sarà fornito attraverso il lunch box, un vassoio sigillato sottovuoto, e gli alunni lo consumeranno seduti al proprio banco. Per quanto riguarda il trasporto, saranno previste ulteriori corse da parte degli scuolabus comunali. «Come assessore all’Istruzione dopo Ferragosto mi confronterò anche con i vettori del trasporto pubblico», precisa Verna, «di cui usufruiscono gli alunni delle medie, per gestire al meglio gli orari di ingresso e di uscita da scuola».

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