Anche “Lanciano in Comune” critica sulla realizzazione di parcheggi in Via del Verde.

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I parcheggi sono un problema, non la soluzione. La consigliera e capogruppo in consiglio di Lanciano in comune, Dora Bendotti interviene sulla realizzazione annunciata dall’amministrazione Paolini di una nuova area di sosta in Via del Verde. “Mi unisco al coro di dissenso dei gruppi Europa Verde Frentania e Mille alberi per Lanciano – spiega l’ex assessora alle Politiche sociali nella giunta Pupillo – per una serie di motivazioni. La prima è che Via del Verde è una strada densamente abitata e che ha visto negli anni già una forte espansione cementizia. Aggiungere parcheggi significa, al contrario di come si pensi, congestionare ancora di più una zona fortemente trafficata. Un’altra ragione è che cancellare una delle poche aree verdi del centro urbano per far spazio ad altro cemento è inutile perchè dei parcheggi nella zona esistono già e andrebbero valorizzati e ottimizzati. Mi riferisco al Parco pubblico Luigi Milano in via Ciriaci; al parcheggio a servizio di alcuni condomini in via Osento; al parcheggio nei pressi dell’area di sgambamento di via Del Verde”. “Inoltre – prosegue Bendotti – gli studi degli urbanisti da qualche quinquennio a questa parte ci dicono che questo tipo di infrastruttura, più di tutte, contribuisce al consumo del suolo restituendo invece molto poco. Il costo opportunità è enorme: gran parte del suolo destinato a parcheggio è vuoto ed è invece un ostacolo per migliori e più efficaci utilizzi, come la piantumazione di alberi che possano aiutare la città ad adattarsi ai cambiamenti climatici che si stanno drammaticamente intensificando negli ultimi anni. Ultima motivazione e non meno importante: i parcheggi occupano spazio anche per chi decide di non utilizzare l’auto, oltre che incentivare all’uso del mezzo a tutti i costi. Terreni come quello di Via del Verde potrebbero invece ospitare piccole isole attrezzate a verde pubblico, con alberi, panchine e zone ombreggiate, cosa che incoraggerebbe a vivere maggiormente il quartiere e aumenterebbe la qualità della vita dei residenti. Questa amministrazione invece sembra tornata indietro di cinquant’anni, quando il cemento era la risposta all’espansione edilizia. Aggiungere posti auto all’ultimo tratto di Corso Trento e Trieste, oppure sui viali delle Rose, solo per fare due esempi, ha contribuito invece ad imbruttire, congestionare e rendere più pericolose le zone, dove ormai campeggiano auto e caos e non più persone”. “Un’ultima domanda la rivolgo all’assessore ai Lavori pubblici Paolo Bomba – conclude Bendotti – che fine ha fatto il Pums, il piano della mobilità sostenibile? Non sarebbe meglio investire risorse ed energie in nuove forme di mobilità ecologiche, economiche e sostenibili piuttosto che in altro cemento?”.

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