Europa Verde Frentania. Un conflitto non proprio piccolo piccolo

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Quella che si è svolta ieri in aula al Consiglio Regionale è l’espressione del conflitto tra politica ed interessi particolari privati, con queste parole di apertura il comunicato di Europa Verde Frentania attraverso i portavoce Rita Aruffo e Stefano Luciani.
Infatti, con un colpo di mano della destra, rischiava di passare in aula uno di quei piccoli e pericolosi emendamenti, in virtù dei quali, con la pretesa di circostanze eccezionali, si autorizzavano le strutture temporanee a carattere terziario a servizio di asset turistici dei territori comunali siti in aree di particolare interesse turistico-ricettivo (via Verde, per intenderci) a rimanere ancorate al suolo e a non essere smontate e rimosse, come prevede la legge attuale.
Ci saremmo trovati di fronte ad una sostanziale “sanatoria” .
E’ il momento delle scelte, non vogliamo che la costa della Via Verde diventi la via del grigio cemento, impoverita di terreni di sedime che in inverno cedono sotto il peso di strutture concepite per essere rimosse.
Se la norma ha previsto strutture amovibili, con una attività limitata al massimo nei 180 giorni di stagione, c’è un motivo preciso, dettato da esigenze di tutela del patrimonio naturalistico e della sicurezza.
Tra l’altro, anche a voler ragionare in termini di stretta economia, se si autorizzano queste strutture a rimanere e una mareggiata le danneggia? Chi paga?
E inoltre, come si sentiranno tutti coloro che, rispettando la legge, hanno smontato le loro strutture?
Ieri la minoranza politica in Consiglio Regionale ha fatto sentire la sua voce in difesa e a tutela di risorse di tutti e contro chi si oppone alla semplice applicazione della norma, concepita a protezione del patrimonio naturalistico.
Ma siamo solo all’inizio, considerato che la prossima settimana l’argomento è di nuovo in discussione in aula in regione Abruzzo. Il centrodestra, in particolare la Lega, non è intenzionata a fermarsi e, aggirando l’ostacolo, vuole proporre un emendamento che va a incidere sul testo unico del commercio, lasciando tutto all’arbitro di interessi privati.
La bellezza della nostra costa è un patrimonio di tutti ed è una fonte di ricchezza per tutti che va conservata nel tempo e non un “limone da spremere” per l’interesse dei pochi.

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